11 Gennaio 2019 16:52

CASO LIBRI E ACCADEMIA DEI CONCORDI

Sgarbi furioso: “Avete ucciso Cibotto”. E fa denuncia

Il politico e critico d'arte Vittorio Sgarbi a Rovigo: "Boniolo si dimetta"


ROVIGO – Quei libri non dovevano andare al macero. Per due ordini di motivi. Il primo è spirituale, culturale, estetico. Il secondo legale: l’Accademia dei Concordi non avrebbe potuto mandarli al macero, al massimo avrebbe potuto restituirli all’erede, dal momento che la prima ancora non ne aveva la priorità. Lo ha detto, a tratti urlato, Vittorio Sgarbi, calato come una furia su Rovigo, per discutere delle migliaia di volumi del lascito Cibotto finite al macero, proprio nel giorno in cui il Comune ha rotto il silenzio, per spiegare come sono andate, a suo avviso, le cose (LEGGI ARTICOLO). Sulla vicenda era intervenuto anche il presidente dei Concordi Giovanni Boniolo (LEGGI ARTICOLO), al quale, mano a mano che la politica cresceva, anche il consiglio dell’ente culturale ha voluto ribadire il pieno appoggio (LEGGI ARTICOLO).

Nulla di tutto questo ha interessato Sgarbi, arrivato dopo essere passato dal comando provinciale dei carabinieri per denunciare la distruzione di un quantitativo di libri stimato in 67 quintali. Contro il quale ha vibrato un attacco violentissimo. Lo ha definito “Ignorante”, facendosi beffe dei titoli accademici e della stima che circonda la figura del presidente dei Concorsi. Ha quasi perso il lume della ragione, leggendo il carteggio nel quale la parte del lascito finito al macero viene definito “materiale cartaceo”. “Ignorante – ha gridato Sgarbi – Ignorante, che sia maledetto. Quelli sono libri, non ‘materiale cartaceo’. Il materiale cartaceo è la carta da cesso”.

Secondo Sgarbi le alternative alla distruzione ci sarebbero state, eccome. Ha paragonato la distruzione a un crimine. “Nessun libro può essere distrutto come merce avariata, nessuno – ha ribadito – Borges diceva che in una biblioteca vive il suo proprietario. E’ stato ucciso Cibotto, hanno ucciso Cibotto. Boniolo si dimetta, prima di essere cacciato a pedate, se non si è ancora dimesso è solo perché non ha ancora capito che questo è un crimine contro la cultura”.

E’ stato poi negato che Cibotto abbia espresso la volontà che il 10% del suo lascito potesse essere bruciato, o comunque distrutto.  “Il Delta del Po esiste nella cultura del mondo perché ne ha scritto Gianantonio Cibotto – è stato detto nel corso della conferenza stampa – Occhio a diventare la città che brucia i libri. E ricordate che qui stiamo parlando di uno dei maggiori scrittori del Novecento”.

Ma un attacco vibrante a Boniolo è arrivato anche dalla vicepresidente dell’Accademia dei Concordi Valentina Noce, avvocato, che ha sostenuto come il Cda non fosse al corrente di questa operazione di distruzione. “Abbiamo chiesto chiarimenti anche noi”, spiega.

Poi, una presa di posizione da parte di tutti i presenti, a seguito dell’osservazione fatta da Roberto Costa. Pare, infatti, che tutta la vicenda sia emersa per volontà di un operaio che, mentre era in corso l’operazione di distruzione dei libri, li ha fotografati, facendo filtrare la notizia. Il timore è che, ora, lui possa diventare il capro espiatorio per la figuraccia che la città sta facendo.

Sul fronte della querela presentata, poi, Sgarbi ha spiegato di non averla presentata contro qualcuno, ma di essersi limitato a portare le carte che sono in suo possesso, evidenziando la violazione di legge che ritiene sia stata commessa e lasciando quindi alla polizia giudiziaria il compito di individuare un eventuale responsabile.

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