18 Gennaio 2019 11:13

LIBRI AL MACERO

“Razza de mona”: la riflessione di Magaraggia sul caso Cibotto

Il suggerimento per ogni politico che fino ad oggi si è esposto: citare 4 opere del grande scrittore


Bisognerebbe “Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare”, predicava il secondo presidente della Repubblica Italiana, Luigi Einaudi. Erano altri tempi, in cui il nostro Paese, era composto al novanta per cento da contadini dalle scarpe grosse e dal cervello fino. Diverso dai giorni nostri dove assistiamo alla stucchevole litania sui libri di Cibotto – Accademia che, a mio avviso, sta travalicando i confini dell’intelligenza trasformandosi in appropriazione intellettuale. Che diviene risibile se consideriamo i nomi dei politici locali, escluso Sgarbi, che li ha trascinati in campo. Per smascherarli basterebbe che, prima di pubblicare questa lettera, i giornalisti telefonassero a chi si è esposto pubblicamente, e chiedessero loro i titoli di soli quattro, tra i molti libri pubblicati dal compianto scrittore polesano. Non mi spingo ad esigere il contenuto, oserei troppo. Scommettiamo che alla richiesta resterebbero immattoniti? Parlare a vanvera, senza conoscere è una specialità dei politicanti di oggi. E il guaio è che, purtroppo, ottengono consenso elettorale. In questo bailamme, ho registrato la misurata lettera del prof. Costato, ex docente universitario, che esordisce con “…È incredibile. Nessuno si è mai occupato tanto della biblioteca dell’Accademia dei Concordi”. (prof. Piva docet nda). Per concludere con l’incipit di questo articolo: “…per giudicare bisogna conoscere…”. (Una curiosità: la “donazione”, è avventa dal notaio con testimoni e valutazione del donato? Oppure “manuale”, come pare, quindi non peritata? Credo possa essere importante. Non per attribuire valore sentimentale, che non ha prezzo, ma per capire le sparate sentite sul “valore venale dei libri” o, direi meglio, soprattutto personale). Vi è inoltre la sofferta lettera della esecutrice testamentaria, Anna Maria Battizocco, che conosco e stimo per intelligenza, signorilità e sensibilità. Che inizia con “…Rilevo con delusione e profondo rammarico il susseguirsi sulla stampa locale articoli con riportati i nomi di Giannantonio Cibotto e il mio…”. Per terminare con : “…Mi auguro che questa situazione trovi veloce chiarificazione….”. Cari cittadini, stiamo parlando di due “Atti di fiducia” di Cibotto: uno verso Costato – Accademia, l’altro verso Battizocco. Fiducia significa attribuire ad altro/i poteri conformi ai propri desideri, per affinità elettiva sperimentata quale garanzia. Espressa, diciamolo, dallo scrittore quando era vivo e capacissimo di intendere e volere. Infangarla, ora che è morto, e non può rispondere, mi sembra un oltraggio più che un atto d’amore. Soprattutto quando le battaglie culturali avvengono “in gruppo”, come si avesse timore di affrontarle singolarmente. Cari consiglieri comunali vi offro però un aiutino: se vi chiedessero, come ho suggerito, di citare il nome di libri di Tony, ecco due titoli: “Bassa marea” (quella che fa scendere l’acqua del mare, ma anche le palpebre degli ignoranti). E “Amen”. Lo cito soprattutto perché in copertina è effigiato il suo amatissimo cane. Poi perché Tony, da poeta premonitore, ha vergato questi indicativi versi: “Non passa giorno/ che io non guardi il cielo/ Forse la mia vera casa/ sta da quelle parti”.

Roberto Magaraggia
Civica Rovigo

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