10 Gennaio 2019 22:29

L'INDAGINE

“Promettevano sesso, poi scattavano furti, umiliazioni e minacce”

Le vittime predilette delle due nigeriane erano gli anziani


ROVIGO – Prima il sesso – o anche solo il miraggio del sesso – poi il furto. O l’estorsione. O, in alcuni casi, la rapina. A processo, per questi episodi, si trovano due giovani nigeriane, di 31 e 27 anni, che tra 2009 e 2010 sarebbero state un vero e proprio incubo per gli anziani. Un processo frutto delle indagini della squadra mobile di Rovigo. Tutto era partito dalla denuncia di un anziano rodigino, che aveva spiegato di essere stato attirato in un appartamento per fare sesso, da una avvenente nigeriana, ma che la pregustata avventura aveva avuto un epilogo molto diverso e molto più amaro.

Procedendo nel corso degli accertamenti, ha spiegato nella mattinata di giovedì 10 gennaio l’ex ispettore capo della mobile Amilcare Zulato, oggi in pensione, erano emersi altri casi simili, le cui vittime non avevano in un primo tempo presentato denuncia, forse vergognandosi.

Un processo con una storia travagliata, dal momento che è passato anche per la Cassazione, per individuare la sua sede opportuna e, soprattutto, per capire se le imputate dovessero essere processate o meno congiuntamente. La risposta è stata, infine, positiva: benché una venga chiamata in causa solo per un episodio, mentre l’altra figura in tutti quelli presi in considerazione dal capo di imputazione, saranno processate assieme, ovviamente ognuna per la propria accusa.

Sotto accusa si trovano due giovani nigeriane, di 31 e 27 anni, difese dagli avvocati Federico Laurenti e Andrea Braccioli di Rovigo. Avrebbero abbordato le proprie vittime nella zona della stazione ferroviaria di Rovigo.

Il primo capo di imputazione viene collocato il 13 aprile del 2010. Le due giovani avrebbero attirato in casa un 78enne di Rovigo. Seminude, avrebbero cominciato a palpeggiarlo, poi una gli avrebbe sfilato il portafogli, con dentro un mese di pensione. Infine, si sarebbero chiuse in una stanza, sino a quando l’anziano, mortificato e spaesato, non sapendo cosa fare, se ne andò.

Poi il capo di imputazione elenca altri quattro episodi dei quali è accusata la 31enne. Prima, una presunta estorsione messa a segno a fine agosto 2009 a Rovigo ai danni di un anziano: avrebbe preteso 100 euro per una prestazione sessuale, minacciando altrimenti una denuncia per violenza. Ma il disegno non andò a buon fine. Più o meno nello stesso periodo, si sarebbe resa responsabile di un altro episodio del genere: dopo il sesso, avrebbe sfilato dal portafogli di un anziano 700 euro e, scoperta, sarebbe corsa a prendere un coltello da cucina, minacciando l’uomo e dicendo tra l’altro che era pronta a fare intervenire il marito, nella stanza di fianco, a suo dire. Per l’accusa, è una rapina impropria.

Poi, sempre nel settembre di quell’anno, ne avrebbe combinata un’altra: si sarebbe spogliata in strada, avrebbe attirato un anziano, si sarebbe fatta consegnare un “anticipo” sulla prestazione sessuale e poi sarebbe scappata. Sempre scorrendo il capo di imputazione, si arriva al 30 gennaio del 2010, l’ultimo episodio: la donna avrebbe chiesto un passaggio e un prestito da 20 euro a una persona al supermercato, dicendo di avere lasciato il portafogli a casa e di non potere pagare la spesa. Si sarebbe quindi fatta accompagnare a casa e, una volta qui, invece di riconsegnare la somma avrebbe ancora una volta preso il coltello, minacciando di morte e denuncia l’anziano. Per l’accusa, ancora una rapina impropria.

Nella mattinata di giovedì 10 gennaio è stato poi ascoltato anche un nigeriano, estraneo alla vicenda, poiché nulla gli viene contestato, che all’epoca dei fatti aveva subaffittato una stanza nell’abitazione della principale delle due imputate. Ha detto al giudice di essere al corrente di parte dei furti commessi dalla giovane. L’udienza è stata quindi aggiornata, per terminare l’esame dei testi.

 

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