03 Gennaio 2019 18:33

EX PSICHIATRICO GRANZETTE

Pace quasi fatta: “Avete diritto di lavorare”

Avanti con gli eventi, dopo un lungo e teso faccia a faccia


ROVIGO – “Da parte del Comune c’è stata troppa attenzione alla parte burocratica della questione e poca ad altre, forse più importanti. L’ho detto al collega Paulon e le ripeterò, è giusto che voi possiate lavorare”. E’ uno dei passaggi chiave con i quali Paolo Avezzù, presidente del consiglio comunale di Rovigo, ha contribuito a rasserenare il clima, nel corso dell’incontro – conferenza stampa organizzato nella mattinata di giovedì 3 gennaio dall’associazione “I luoghi dell’abbandono” per lamentare le difficoltà che incontra nel gestire, come da bando aggiudicatosi, il parco dell’ex ospedale psichiatrico di Granzette. Tra le principali lamentele dell’associazione, una sorta di “ostruzionismo” da parte del Comune di Rovigo.

In particolare, a esacerbare gli animi aveva contribuito in maniera determinante la difficoltà nell’organizzare gli eventi del Natale (LEGGI ARTICOLO), con i gestori del parco che avevano pensato a una serie di eventi e a una presenza fissa, nei fine settimana natalizia, che non si sono poi concretizzati, alla luce di divergenze di vedute sul lato autorizzatorio e, appunto, burocratico. Questioni che si erano poi accese nuovamente al momento dell’annuncio di come il prossimo progetto, ora ufficializzato, sia quello di realizzare un percorso di allenamento per i patiti della spartan race (LEGGI ARTICOLO).

Come detto, Avezzù si è fatto portavoce di una sorta di mea culpa da parte di Palazzo Nodari, mentre Michele Aretusini, vicepresidente della Provincia e consigliere comunale di maggioranza in Comune, si è apertamente schierato dalla parte degli attuali gestori, complimentandosi con la loro attività di recupero del parco e ricordando come “nella vita chi fa e si dà da fare dia sempre fastidio”.

Diverse e più critiche le posizioni dei due consiglieri comunali di minoranza, a Rovigo, Ivaldo Vernelli e Matteo Masin. Il primo, in particolare, ha ribadito come, a suo avviso, tutte le difficoltà di oggi siano frutto di un bando, quello dell’Ulss 5, mal congegnato, in particolare perché ha escluso il Comune, al quale invece spetta poi tutta la gestione del versante autorizzatorio. Sarebbe stata meglio, insomma, una conferenza di servizi, all’epoca. E’ stato poi sostenuto come un altro errore sia stato quello di non coinvolgere altre associazioni e realtà del territorio che per il parco avevano già fatto e avrebbero potuto fare molto.

Masin, da parte sua, ha molto battuto sulla necessità di salvaguardare, comunque, quello che è un patrimonio di grande importanza di tutta la città e di tutto il Polesine, pensando anche a chi verrà dopo gli attuali gestori.

Divergenze di vedute che molto difficilmente si potranno appianare del tutto con un semplice incontro, per quanto sia parso che, perlomeno una tregua, sia stata siglata e che, d’ora in avanti, l’associazione “I luoghi dell’abbandono” dovrebbe incontrare meno difficoltà nella propria opera.

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