16 Gennaio 2019 23:00

CORBOLA E BOTTRIGHE

Isolotto sotto osservazione. “Per ora non è un pericolo”

Aipo tiene però la situazione sotto costante controllo


CORBOLA – “Allo stato attuale l’isolotto non rappresenta un problema significativo di sicurezza idraulica. Ma è di certo una situazione che teniamo monitorata, come abbiamo fatto con l’evento dell’ultima piena, per la quale ci siamo recati sul posto per diversi sopraluoghi , con lo scopo di verificarne le condizioni, sia delle sponde che dell’alveo. Grossi problemi non ne abbiamo rilevati”.

Sono le affermazioni dell’ingegner Massimo Valente, responsabile dell’area Veneta dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo), l’organismo che ha ereditato nel 2003, secondo la legge Bassanini, le funzioni del magistrato per il Po, l’ente che si occupava degli interventi in difesa del fiume più lungo d’Italia.

“Quattro le regioni che fanno parte del bacino del Po, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, che si sono accorpate in questa agenzia – spiega Valente – La differenza sostanziale tra i due organismi, sta nel fatto che nell’agenzia c’è un comitato di indirizzo politico, nel quale fanno parte e si riuniscono una volta al mese, i quattro assessori regionali alla Difesa del suolo, in modo che ognuno per la propria regione, porti le proprie problematiche all’interno dell’agenzia”.

“L’isolotto che si è formato lungo il Po di Venezia, all’altezza del ponte che collega Bottrighe con Corbola, è una delle realtà che si possono riscontrare lungo il corso del fiume che noi, come agenzia AIPO, monitoriamo nel suo sviluppo e in quella che è l’evoluzione di un corso d’acqua,nella maniera più ampia possibile – spiega il responsabile – Il Po ha una dinamica molto complessa, nel senso che all’interno del corso d’acqua, per effetto delle piene e anche nei periodi normali il materiale, la sabbia e il limo che costituiscono il letto del fiume si spostano creando una situazione che varia nel corso del tempo e degli anni. Questo per dire che una piena, più o meno significativa, in termini di livello, può modificare anche in maniera evidente la situazione delle sponde e delle isole all’interno del fiume”.

“Spesso capita infatti che dove c’è un allargamento della sezione del fiume, la corrente rallenti e depositi il materiale, per cui si forma un primo isolotto, poi magari la vegetazione cresce e si consolida sempre di più nel corso del tempo. In altre situazioni, gli eventi di piena importante o di piene che hanno creato altri tipi di problemi per la sicurezza, l’acqua ha completamente portato via delle isole.
Sono stati comunque diversi gli interventi realizzati sul tratto del fiume che attraversa il territorio del Delta: uno sugli argini a monte dell’isolotto e uno di dragaggio dell’alveo, sulla destra idraulica dell’isolotto in questione”.

“Nel tratto a monte dell’isolotto era stato fatto a partire dagli anni Duemila un intervento molto importante, dall’allora magistrato per il Po e Aipo dopo, per sistemare due curve, dove la battuta della corrente, soprattutto durante la piena, era molto forte contro gli argini, per cui sono stati fatti dei lavori di addolcimento delle curve con asportazione di materiale di alcune milioni di metri cubi di materiale. L’altro, eseguito a fine del 2015 e terminato agli inizi del 2016, riguardava un risezionamento dell’alveo sulla destra idraulica dell’isolotto. Un intervento poco visibile all’occhio nudo, perché i 19mila metri cubi di sabbia, sono stati prelevati dal letto del fiume”.

“Per verificare gli effetti di questi interventi e quindi studiare il trasporto solido del materiale lungo il corso d’acqua abbiamo destinato delle risorse per l’anno 2019. Lo studio, che costerà all’incirca 50mila euro, verrà realizzato con strumenti tecnologicamente avanzati, servirà a verificare anche a tavolino il comportamento dei corsi d’acqua, soprattutto durante gli eventi di piena, nel tratto di fiume che parte dall’incile del Po di Goro fino verso valle, e con la dovuta attenzione per l’isolotto. In maniera da avere un riscontro oggettivo e avere una misura delle grandezze che entrano in gioco in questi fenomeni che ci darà la possibilità di valutare poi, se è necessario predisporre degli interventi per migliorare le condizioni di sicurezza di quel tratto di fiume”.

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