12 Gennaio 2019 19:14

IL CASO DI VIA MUNERATI

Granzette shock: 800mila euro e 6 mesi per sistemare la voragine

Residenti esasperati in assemblea con striscioni contro il Comune chiedono che il loro disagio sia almeno alleviato. Ecco come


ROVIGO – Avevano invitato anche l’amministrazione a partecipare all’incontro, amministrazione che, seppur mandando una giustificazione, all’assemblea con un centinaio di residenti esasperati ed inferociti non si è presentata. A gestire la serata il consigliere comunale e rappresentante del comitato di frazione Matteo Masin. All’incontro era presente anche il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Francesco Gennaro.

Masin, cercando di tenere a bada i residenti, davvero arrabbiati per la prolungata trasformazione – e non si sa per quanto durerà ancora – di via Munerati a senso unico dopo l’apertura di una voragine, ha ricostruito la vicenda partendo ancora dal primo crollo della strada risalente al 2011. Da allora i crolli sono stati 4 ed ora i residenti si trovano con la strada ora trasformata a senso unico che gli costringe a percorrere 10 chilometri in più ogni volta, e senza sapere quanto durerà. Una idea, però, ieri sera, se la sono fatta: il consigliere Masin, infatti, ha spiegato ai residenti – presenti in forze e muniti di striscioni contro il Comune di Rovigo – che Acquevenete, che dovrà fare l’intervento, spenderà circa 680mila euro per il cantiere che, se tutto andrà per il verso giusto, comincerà a febbraio. Un cantiere, però, che potrebbe durare anche dei mesi, si presume almeno fino a maggio/giugno.

Ed ecco, al termine della serata, le due proposte avanzate dai residenti all’amministrazione comunale per alleviare il disagio. Uno: la zona a sinistra di via Roverella verso Concadirame si potrebbe riaprire a doppio senso di marcia con un georadar ogni due settimane che dia la fotografia delle possibili anomalie del terreno.

Due: lo stradello che collega via Grandi, dove c’è il semaforo, con fine via Munerati inizio via Bassa, dove c’è il ponte della Colombara sul Ceresolo, può essere utilizzato se sistemato. Ma è privato quindi  come fare? Chiedendo una occupazione temporanea legata ai tempi dei lavori sulla condotta, urgente. “Il Comune dice che non si può fare? – conclude Masin – Che si informi. Si può fare eccome, noi abbiamo sentito vari tecnici e avvocati. Si può fare. Chiedetelo all’avvocatura civica. Infine: i residenti hanno diritto di avere una compensazione per i costi della benzina sostenuti a causa del disagio. L’amministrazione deve dare una risposta”. 

 

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