18 Dicembre 2018 16:39

REFERENDUM ALLA RESA DEI CONTI

Vince la paura: senza fusione Frassinelle e Polesella perdono 7 milioni di euro

Bilancio amaro per gli amministratori dei due comuni dopo il no al progetto di un unico Comune


ROVIGO – Non sono bastati due anni di lavoro, riunioni con associazioni, sindacati e cittadini: la paura di fondersi ha vinto sull’opportunità di ricevere contributi e poter programmare il proprio futuro su vasta scala. E’ un bilancio amaro quello che fanno Leonardo Raito, sindaco di Polesella, e Oscar Gardinale, vicesindaco di Frassinelle dopo il no ricevuto alla fusione (VEDI IL SERVIZIO). E per assurdo, proprio il comune che ha votato “no”, ovvero Frassinelle, è quello che ora rischia di più in termini di servizi e futuro. “Un solo esempio: ora dovremo andare avanti per sei mesi con un solo dipendente, probabilmente gli uffici comunali lavoreranno per due giorni a settimana e basta, perché prima andavamo avanti con i dipendenti che ci ‘prestava’ Polesella – spiega amareggiato Gardinale -. La fusione serviva anche a questo: avremmo potuto coprire i buchi con nuove assunzioni, proporre servizi e rivalutare in positivo il territorio grazie a 700mila euro all’anno per dieci anni di finanziamenti. Ora invece ci ritroviamo a dover dire di no a cofinanziamenti regionali e statali perché non abbiamo la quota parte da investire. Abbiamo perso l’occasione di diventare un grande Comune, con un portafoglio da investire”.

Una grandissima occasione mancata quella del referendum di domenica scorsa, secondo gli amministratori di Frassinelle e Polesella: il progetto aveva ottenuto il via libera all’unanimità dai due consigli comunali (quindi da tutti gli schieramenti politici) e dal consiglio regionale, nonché dall’80% dei cittadini che avevano risposto a un questionario inviato a casa. Mancava solo l’approvazione finale, quella necessaria per concludere i lavori, ovvero quella dei cittadini di entrambe le cittadine: una volontà importante, visto che poi, effettivamente, il nuovo comune sarebbe partito proprio dal loro spirito di comunità. Un senso di “squadra” che è stato approvato a Polesella, con il 65% dei sì, ma non a Frassinelle, dove il no ha vinto con la stessa percentuale. Anche se il totale complessivo è stato del 52% di sì, serviva passasse in entrambi i comuni, come su indicazione della Regione Veneto.

Il no ricevuto da parte dei cittadini di Frassinelle, quindi, ha messo definitivamente la parola fine a ogni progetto di fusione tra i due Comuni. “Due fidanzati, per sposarsi, devono essere entrambi d’accordo – ironizza il sindaco di Polesella, Leonardo Raito -. Non si può obbligare una popolazione ad aprirsi e a includere: se questa è la volontà del popolo va rispettata. Rimane certo l’amarezza di aver rinunciato a un grande progetto, che ci ha visto molto impegnati e che avrebbe portato 7 milioni di euro alle nostre due comunità: con 700mila euro l’anno in più, oltre i risparmi e i contributi regionali, avremmo potuto fare grandi cose e rilanciare tutto il territorio. Sono contento però che Polesella abbia approvato questo percorso: la nostra comunità si è accorta di che opportunità stavamo offrendo, si è informata, ci ha seguito, ha espresso apprezzamento verso il lavoro della mia squadra. Purtroppo, però, bisogna essere in due e nonostante l’impegno dell’amministrazione comunale di Frassinelle, i cittadini hanno deciso di non cogliere questa occasione”.

Bufale e credenze popolari hanno fatto in modo che il progetto portato avanti dai due Comuni naufragasse inesorabilmente: “Mi spiace abbia vinto la paura: questo no ha il sapore di chiusura – spiega Oscar Gardinale, vicesindaco di Frassinelle -. Tant’è che nessuno ha presentato un progetto alternativo per migliorare il futuro di Frassinelle: semplicemente si sono instillate paure e dubbi di veridicità sul nostro progetto, in forma anonima e come chiacchiera da bar. Mi spiace poi che attraverso questo referendum si sia voluto attaccare Ennio Pasqualin: un sindaco che da 30 anni lavora per tutta la comunità, venendo ogni volta confermato. Non era questa la sede e mi spiace che sia circolato un volantino con gravi offese su di lui, che ha sempre fatto molto per Frassielle. I cittadini non hanno capito il nostro tentativo di ridare vita e un nuovo futuro ai due territori: un Comune come il nostro, con pochi abitanti e sempre più anziani, da solo non è in grado di dare le risposte che la cittadinanza si aspetta. Ci abbiamo perso noi tutti. Ora vedremo come sopravvivere, con l’idea che le fusioni prima o poi diventeranno obbligatorie, senza però i vantaggi che avremmo ottenuto in questo caso. Chiedo scusa ai cittadini di Polesella per aver fatto perdere anche a loro, che si sono dimostrati aperti e inclusivi, questa opportunità di crescita”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Donatella Giacobbe, assessore di Frassinelle: “La fusione si presentava come un’opportunità allettante, un insieme di possibilità concrete, ma svanite a causa del non volere guardare al futuro. E’ probabile che si arriveranno a fusioni di costrizione, quindi imposte dallo Stato, ma senza tutti i vantaggi e gli interessi economici. Mi dispiace soprattutto avere visto come i miei concittadini si siano lasciati scappare l’occasione di migliorare la propria vita e quella dei giovani del territorio. Per ascoltare chi? Qualcuno che ha voluto rimanere anonimo, forse perché non vuole assumersi la responsabilità di affondare il Comune definitivamente”.

Cosa cambierà ora? Sicuramente le collaborazioni in essere tra Polesella e Frassinelle rischiano di saltare del tutto: “Polesella ora affronterà una profonda riflessione sulla disponibilità di personale e servizi prestati ad altri comuni in quanto in questi due anni abbiamo chiesto uno sforzo importante ai nostri dipendenti credendo in un progetto che presumibilmente i cittadini di Frassinelle non hanno apprezzato” spiega Raito.

Leonardo Raito ed Ennio Pasqualin, sindaco di Frassinelle, vogliono comunque ringraziare tutti coloro che hanno percorso questa strada insieme in questi due anni: il neo segretario provinciale della Cgil, Pier Alberto Colombo, l’assessore regionale Cristiano Corazzari, il consigliere regionale Graziano Azzalin, i rappresentanti della Cgil Antonio Bolognesi e Daniela Argenton, i sindacati tutti, il capo della Polizia locale Silvio Trevisan e il segretario comunale di Adria, Frassinelle e Polesella Alessandro Ballarin, che sono intervenuti di prima persona per sostenere il progetto e spiegare tutti i vantaggi che un nuovo inizio avrebbe portato. Un ringraziamento sentito esteso anche al presidente della Provincia, Ivan Dall’Ara e alle associazioni da sempre vicine al progetto e pronte a supportare il fronte del sì.

Nessun cambiamento dunque nelle due amministrazioni che continueranno il loro lavoro come sempre, ma tanto rammarico per un’ottima opportunità di crescita sprecata.

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.