23 Dicembre 2018 18:42

SANITA' ADRIA

“Quale salvezza? L’ospedale morirà lentamente, per consunzione”



Trovo stucchevoli i toni trionfalistici usati per una presunta “salvezza”  dell’Ospedale di Adria ottenuta con l’approvazione del nuovo Piano Socio-Santario del Veneto votato in queste ore dal consiglio regionale. Trovo parimenti fuori luogo chi si assume la paternità di questa “improbabile” vittoria; si sapeva che con questo piano non si sarebbe decretata, almeno sulla carta, la chiusura di Adria e di Trecenta.

Fare credere che il nostro ospedale non corre più pericoli, significa sottovalutare l’intelligenza ed il buon senso delle persone, specialmente di quelle che ogni giorno vivono  la nostra realtà ospedaliera come ricoverati, utenti, operatori e medici. Il nostro Ospedale se continua questo trend morirà  lentamente, per consunzione. Dire oggi che è salvo sembra voglia significare che ci si vuole arrendere già adesso. E’ questo il senso di certe dichiarazioni?

Spero proprio di no; comportandosi così si disarma e si indebolisce specialmente chi non si è mai dato per vinto e vuole continuare nella dura battaglia contro chi sta disarticolando i servizi nel nostro territorio e sta spudoratamente privilegiando altre strutture a discapito della nostra. Nel consiglio comunale dedicato alla sanità, tenuto solo poche settimane fa, erano stati presi impegni solenni e certi, ma tutto è rimasto sulla carta.

Non è più tempo  della propaganda; speravo che con questa nuova Amministrazione  fosse definitivamente tramontata l’epoca “dell’apparire rispetto all’essere”,  mi sembra, haime!,  si  continui  sullo stesso binario, mentre purtroppo Adria sta andando sempre più giù.

Sandro Gino Spinello
Consigliere comunale Pd

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