06 dicembre 2018 17:56

PORTO TOLLE

“Non ammettere il vescovo a scuola? E’ fazioso, non laico”

La presa di posizione dell'assessore regionale Elena Donazzan
Il vescovo Adriano Tessarollo durante la visita pastorale a Porto Tolle


PORTO TOLLE – L’Assessore regionale all’Istruzione del Veneto Elena Donazzan in merito alla decisione di un dirigente scolastico di Porto Tolle di non ammettere nella sua scuola il vescovo di Chioggia e del Delta, monsignor Adriano Tessarollo, commenta: “Trovo questa scelta assurda, illogica, figlia di un laicismo estremo e fazioso. Un vescovo impegnato in una visita pastorale in un territorio, che aveva già incontrato istituzioni, lavoratori, famiglie, fedeli e non, non rappresentava di certo un pericolo per la laicità della scuola italiana”.

“Questo dirigente scolastico ha arbitrariamente imposto la propria posizione, estromettendo da una scuola pubblica un alto rappresentate della Chiesa Cattolica: non sono state consultate le famiglie e non è stato valutato, nel complesso, cos’era più giusto per i giovani studenti”. Parole forti, che arrivano nella giornata in cui il dirigente scolastico Fabio Cusin aveva spiegato i motivi della propria decisione (LEGGI ARTICOLO).

“La scuola è laica certo – aggiunge – ma non estranea al territorio, alla sua storia e alle sue tradizioni. Il Vescovo non veniva certo per procacciare nuovi fedeli, o discriminare altre religioni: le visite pastorali servono per raccogliere le necessità di un territorio e metterle al centro dell’azione della Diocesi. Ho scritto una lettera a monsignor Tessarollo per significargli la mia più sentita vicinanza: le ostilità nei confronti di chi rappresenta la Chiesa e la Sua tradizione non sono infrequenti, seppur purtroppo poco stigmatizzate. Il vescovo resta punto di riferimento per la nostra società, che vuole essere anche una comunità educante nel segno di quella laicità che Benedetto Croce definì impossibile da allontanare dalla sua tradizione cristiana”.

“Spero che questo dirigente scolastico torni presto sui suoi passi, rimediando all’errore commesso promuovendo una nuova occasione di incontro” conclude Donazzan.

 

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