06 dicembre 2018 07:30

LA NON LIBERTA'

“No al carcere”: un percorso di liberazione soprattutto culturale. Livio Ferrari spiega perché

Il 14 dicembre a Palazzo Roncale la presentazione del libro "No prison"


ROVIGO – La sala convegni di Palazzo Roncale a Rovigo ospita venerdì 14 dicembre alle ore 17.30 la presentazione del libro “Basta dolore e odio, No Prison” dell’editore Apogeo, di cui ne discuteranno Livio Ferrari, direttore del Centro francescano di ascolto, e Giuseppe Mosconi, professore di sociologia del diritto all’Università di Padova, un volume che argomenta a più voci un secco no al carcere, quella gabbia per esseri umani istituzionalizzata in risposta a reali o supposte violazioni del contratto sociale.

Il tutto nasce dal manifesto “No Prison”, scritto da Livio Ferrari e Massimo Pavarini, che vuole abbattere i muri di luoghi che producono dolore e morte nei confronti di donne e uomini che vi sono rinchiusi. Un manifesto di venti punti scritti per alimentare un percorso di liberazione, prima di tutto culturale, perché le carceri vanno chiuse, riducendo all’osso il numero di coloro che, in casi di reale pericolosità, vanno contenuti in luoghi di “non libertà”, il minimo indispensabile e comunque nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte. Il carcere come sanzione, storicamente nato dalla fusione di filosofie liberali ed istanze economiche e di controllo della marginalità sociale, ha definitivamente dimostrato il completo fallimento delle sue finalità fondative, riducendosi, in massima parte, a mero strumento di contenimento di masse di soggetti precarizzati e disagiati, nonché a pretesto di retoriche di allarme sociale, strumentali a politiche di controllo e di organizzazione del consenso.

“Troppi interessi – afferma Livio Ferrari – tengono in piedi questo carrozzone della cattiveria umana, mentre è fondamentale far soffiare il vento della pace anche dentro ai fallimenti e agli errori delle persone, per produrre tutta una serie di interventi che ripuliscano la storia degli esseri umani da secoli di odio e di sottomissione, che per molti, anche a loro insaputa, si è sedimentato nei cuori e nelle scelte conseguenti. Dobbiamo liberarci della patina patibolare nella quale, ad ogni occasione, siamo pronti a voler rinchiudere ogni autore di reato, motivati dall’idea vendicativa di ridare ‘male per male’. ‘No Prison’ desidera diventare un punto di partenza per azioni socialmente riconcilianti verso un universo umano che crea e subisce dolore, per affermare il principio del cambiamento, della compensazione dei danni e della ricostruzione dei legami sociali, per promuovere una società che parli la lingua della pace”.

Nel volume, oltre al manifesto “No Prison” scritto da Livio Ferrari e Massimo Pavarini, si trovano una serie di capitoli scritti da: Stefano Anastasia, Deborah H. Drake, Johannes Feest, Livio Ferrari, Ricardo Genelhu, Hedda Giertsen, Thomas Mathiesen, Giuseppe Mosconi, Massimo Pavarini, Gwenola Ricordeau, Vincenzo Ruggiero, Simone Santorso, Sebastian Scheerer, David Scott.

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