21 Dicembre 2018 21:40

LETTERA APERTA AL SINDACO DI TRECENTA

“Laruccia, dovevi prendere esempio da Barbierato”



Egregio primo cittadino di Trecenta, in questi anni, se non sbaglio, nel suo comportamento istituzionale, ha prevalso la  fiducia nei confronti dei leghisti che governano, almeno dal 2005, la sanità regionale  (sia per politici come Zaia, Tosi, Sandri e Coletto, che per tecnici come il Dr. Compostella).

Al San Luca, tagli pesantissimi di posti letto per acuti, pratica chiusura di reparti, tagli nei servizi ambulatoriali, carenza di personale, problemi crescenti per gli ammalati trecentani e altopolesani, non sono bastati per farci vedere una sua forte reazione, capace insieme alla resistenza di comitati ed altre  istituzioni altopolesane, di opporsi  alla Regione, nel tentativo di salvare il nostro ospedale.

Io penso che se lei avesse messo in questo ipotetico tentativo di difesa del San Luca, solo una parte delle energie spese dagli amministratori di Adria per la difesa del loro nosocomio,  altro poteva essere  il destino del nostro ospedale, oggi ormai ridotto ai minimi termini.                                                                                                                          

Le porto solo un esempio, che spero anche la gente e magari ( anche se sarà molto difficile) qualche sindaco altopolesano capiscano. E’un confronto: negli ultimi anni,  c’è stata la pratica chiusura del Reparto di Ostetricia e Ginecologia al San Luca di Trecenta (distante circa 34 chilometri dall’Ospedale di Rovigo) e il permanere (giustamente!) in funzione dello stesso reparto ad Adria (distante dall’Ospedale di Rovigo, circa  22 chilometri).

Perché  è rimasto aperto il Reparto di Ostetricia-Ginecologia bassopolesano e non anche quello altopolesano di Trecenta, molto più lontano, da Rovigo? E’ sbagliato pensare che se sindaci a Trecenta fossero stati Barbuiani o Barbierato (sindaci di Adria che hanno molto lottato contro la Regione)  e non Laruccia, forse il Punto Nascite e altri servizi del San Luca sarebbero ancora in funzione?

Detto questo, le voglio segnalare alcune cose che spero, anche se siamo in  periodo natalizio, possano avere la sua  attenzione, almeno istituzionale. Nel nostro ospedale, dopo il taglio dei giorni per settimana relativi all’ambulatorio di Terapia Antalgica (notizia vera diffusa dal Comitato Altopolesano per la Difesa del San Luca), dopo l’uso di personale medico “privato” al Pronto Soccorso di Trecenta, arrivano ora altre segnalazioni preoccupanti che le trasmetto affinchè, trovi il tempo per rimediare ad altro grave problema: la recente perdita di sedute ambulatoriali avvenute e  previste per il settore pneumologico del San Luca.

Il tutto sembra derivi da problemi organizzativi complessivi dell’ULSS 5, che per cercare di mettere una pezza all’emergenza, spesso usa anche l’apprezzato Medico di riferimento per la pneumologia altopolesana, operante al San Luca e nel  territorio.  Un epilogo sempre più triste dopo la chiusura del reparto pneumologico di Trecenta, avvenuta nel 2006, quando lei era già vice-sindaco di Trecenta.

In più, da pochi giorni è apparsa una Determina, la n. 595 del 6 dicembre 2018, dalla quale purtroppo ho appreso che la trecentana D.ssa Anna Bocchi si licenzia dall’ULSS 5, lascerà anche il San Luca e credo andrà a lavorare in altra clinica. Non so se la notizia turberà molto il nostro sindaco, ma devo fargli notare che se una dottoressa così attaccata al suo lavoro con grande spirito di servizio in ambito di Terapia Intensiva, decide di andarsene, qualcosa probabilmente non va. E se qualcosa non funziona, non è che uno dei prossimi tagli possa essere quello della Terapia Intensiva a Trecenta? L’altra volta, in occasione del precedente Piano Sanitario Regionale,  avevano già tentato di tagliarci 2 posti su 4. Li abbiamo salvati (e non certo per merito del sindaco). Non è che  la maggioranza leghista che governa la sanità veneta, ci riuscirà prossimamente?

Buon Natale Sig. Sindaco e non lasci che a proteggere il San Luca, a livello istituzionale sia quasi solo la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle, che ringrazio anche se si impegna per una popolazione e per amministratori pubblici che per gran parte sembrano non accorgersi di quanto di grave sta succedendo. Peggio di così, ma non voglio neanche pensarlo, c’è solo che a tanti di questi soggetti, non gliene freghi niente del declino del San Luca.

Guglielmo Brusco Guglielmo
Rifondazione Comunista Polesana – Sanità

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