06 dicembre 2018 19:10

UN ALTRO LUOGO ABBANDONATO

“La storia del Chiosco è la drammatica storia di una città in declino”

L'intervento dei socialisti: "I protagonisti della deprecabile gestione oggi sono gli stessi di allora e a farne le spese sono i cittadini"


ROVIGO – “Una storia articolata e al tempo stesso drammatica quella del Chiosco di Piazza Merlin. Una storia tipicamente rodigina che riempie, a distanza di più di vent’anni, le pagine dei giornali di una città in declino”. Il partito socialista interviene sulla vicenda del Chisco di Piazza Merlin, ormai da mesi balzato agli onori della cronaca per la scadenza della convenzione con il gestore e la decisione del Comune di ordinarne l’abbattimento (LEGGI ARTICOLO). Forse, poi, per costruirne un altro (LEGGI ARTICOLO). Mentre i vecchi proprietari, rimasti senza chiosco e, a loro dire, pieni di debiti, non mancano di puntare il dito contro il Comune appendendo cartelli pieni di scritte e denunce contro i “responsabili” della loro triste vicenda (LEGGI ARTICOLO).

“Il chiosco di Piazza Merlin è una struttura, realizzata da privati, collocata sul suolo pubblico destinato ad area pedonale, provvista di tutte le necessarie autorizzazioni. Del resto non sarebbe potuto essere altrimenti – continua il Partito Socialista italiano, federazione polesana – La storia del chiosco, dal punto di vista amministrativo, è proprio questa. Quella reale è ben altra e racconta innanzitutto del dramma di chi quella struttura l’ha realizzata a proprie spese, tentando di recuperare il costo sostenuto nei vent’anni di gestione. Ma racconta anche della colpevole inadeguatezza di una amministrazione che oggi massacra i gestori con il mancato rinnovo della concessione e senza, addirittura, la possibilità di una minima deroga al fine di lasciare uno spazio pubblico nel degrado più completo. Il ruolo ‘pubblico’ della struttura è confermato, ormai, dal fatto che per vent’anni è stato l’esercizio pubblico all’aperto più frequentato di Rovigo. Ha rappresentato, inoltre, di essere un presidio sicuro, giorno e notte, di piazza Merlin. Perché tutto questo? Semplice e paradossale al tempo stesso”.

“Forse la città ha dimenticato il dibattito feroce che è seguito alla sua costruzione.  Anche gravi cadute di stile di semplici cittadini, professionisti, intellettuali, oltre portatori di interesse, urlanti nelle piazze e sui giornali. Divenne terreno fertile e trampolino di lancio di chi aveva velleità elettorali. Pietoso il ricordo di qualche politico d’annata intento a raccogliere all’epoca firme per una improbabile istanza di demolizione immediata. Sembra strano ma i protagonisti della deprecabile gestione odierna sono gli stessi di allora e come sempre a farne le spese è tutta la cittadinanza. Un’ultima nota: si convincano gli odierni amministratori che al posto del chiosco non è e non sarà possibile realizzare un parcheggio senza una variante urbanistica, ma nemmeno realizzarne uno nuovo. Demolito il chiosco resterà il vuoto assoluto mentre a distanza di pochi metri, in pieno Corso del Popolo, ne sta nascendo uno nuovo. Ovviamente provvisto, come di norma, di tutte le autorizzazioni necessarie. Contraddizioni nella continuità. A quando il ‘cambiamento’?”.

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