29 Dicembre 2018 08:26

POLITICA

“La giunta Bergamin prima o poi pagherà gli errori”

L'analisi di Flavio Ambrgolini


ROVIGO – Nell’imminenza della fine d’anno, come di consuetudine si sprecano previsioni su tutto: dal prossimo vincitore a Sanremo, all’esito futuro dell’azione del Governo; dalla squadra che vincerà il campionato di calcio, ai tentennamenti della Britain exit, più comunemente nota come “Brexit”.

E sin qui siamo perfettamente nella norma e se aggiungiamo i vari oroscopi, il quadro è pressoché completo: peccato che neanche leggendo questi ultimi si possa sapere in anticipo che fine farà la Giunta Bergamin, la quale stoicamente si regge su vari “puntelli” che sembrano a prova di futuri terremoti politici in città. Già, perché di questo tipo di terremoti ultimamente se ne sente parlare frequentemente e la stampa riporta sempre più spesso notizie che fanno riflettere e paiono confortare la tesi che finché si sentirà gridare “al lupo…al lupo”, del lupo non vi sarà traccia: si tratterà quindi presumibilmente d’aspettare il silenzio per avvistarlo e sapere, infine, chi intonerà il “de profundis” che segnerà la fine di un periodo, della storia di Rovigo, in cui anche il buon senso sembra aver dato forfait.

Credo che molti Rodigini avranno sorriso amaramente sentendo e leggendo le più disparate ipotesi sul futuro di coloro i quali hanno dato manifesta prova d’incapacità amministrativa e cecità politica, salvo poi ripensare al fatto che anche ai vertici della politica nazionale, non si contano ormai più (purtroppo) gli esempi di ascese legate all’appartenenza a questo o quel partito politico, piuttosto che correlate alle effettive capacità dei fortunati protagonisti e quindi anche a Rovigo, poco importa chi l’abbia ridotta al pietoso stato attuale: le scalate politiche non dipenderanno dalle capacità dei rampanti politici di casa nostra e  basterà loro avere in tasca la tessera politica giusta per scoprire colui o coloro i quali a guisa del barone, pure lui rampante, di calviniana memoria, saliranno finalmente a vivere sull’albero di noce rifiutando sino all’estremo la condivisione del natio suolo con i Rodigini costretti a viverci.

E’ giusto però ricordare che le grandi scalate, se effettuate senza averne le capacità, possono rivelarsi preludio di rovinose cadute: la gente sbuffa, borbotta, impreca ed all’interno della cabina elettorale non ci saranno tessere politiche che tengano se il malcontento non sarà quietato da positivi fatti concludenti precedenti .

Il voto.        Sarà difficile conquistare il gradimento dei Cittadini con nuove promesse elettorali, con proclami e discussioni politiche: i bilanci servono ad evidenziare attività e passività e nel caso dell’amministrazione di Rovigo, il risultato politico sarà sensibilmente in passivo.       Sarà per gli aspiranti “scalatori” il momento della prova: riusciranno a superare, ritrovandosi soli, il senso della “disgregazione dell’io” ben rappresentato da Luigi Pirandello nel suo romanzo “Uno, nessuno e centomila”?         Tessere politiche a parte farebbero bene a leggerlo!

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.