04 dicembre 2018 13:30

STATO DI AGITAZIONE

Dall’Iras parte la mobilitazione dei lavoratori delle case di riposo guidata dalla Cisl

Assemblea dei dirigenti della Funzione pubblica in vista dello sciopero del 18 dicembre


ROVIGO – Una battaglia che non riguarda solo i lavoratori delle case di riposo ma anche gli anziani ospiti ed i loro familiari: quella per un contratto di lavoro adeguato al proprio ruolo e perché la Regione porti a termine la legge di riforma del settore della quale si parla dal 2015 ma sulla quale, ancora, non è stata avviata una discussione.
Per questo la Cisl funzione pubblica a Rovigo come nel resto del Veneto è salita sulle barricate e ha dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale delle case di riposo e Ipab polesane a partire da oggi, 4 dicembre. Stato di agitazione che culminerà con lo sciopero di martedì 18 dicembre per l’intera giornata o tutto il turno di servizio.
E questa mattina, all’auditorium dell’Iras i dirigenti della Fp Cisl hanno incontrato i lavoratori per spiegare nei dettagli le rivendicazioni sindacali legate allo stato di agitazione. In prima fila, davanti ai lavoratori, Stefania Botton, Franco Maisto, Francesco Malin e Brenda Bergo.
“Equiparare i lavoratori delle Ipab ai lavoratori del settore sanità – specifica Malin – sarebbe un passaggio importante per riconoscere agli operatori il ruolo che meritano”. Non solo: è anche una questioni di costi: “Le lungodegenze degli ospedali sono molto più costose di un posto in casa di riposo – aggiunge Malin – per questo lo sciopero del 18 dicembre è solo un primo passo nella lotta per i diritti di questa categoria a tutela anche degli anziani e delle famiglie che sopportano i costi di una degenza”. Parole a cui fa eco Maisto: “Il giorno dello sciopero saremo a Palazzo Ferro Fini per una manifestazione sotto la sede della Regione perché i nostri consiglieri regionali accorcino i tempi e si arrivi a mettere a punto la legge di riforma delle Ipab che stiamo aspettando da troppo tempo”.

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