06 dicembre 2018 18:58

CORBOLA

“Basta falsità sull’allevamento”

Lo sfogo dell'imprenditore agricolo Enrico Laurenti


CORBOLA – “Voglio esprimere il mio rammarico per la piega poco corretta che la situazione ha preso relativamente al progetto di allevamento intensivo per polli da ingrasso presentato alla commissione Via lo scorso marzo”. A parlare è Enrico Laurenti, agricoltore di Corbola, sul cui terreno è prevista la realizzazione dell’allevamento intensivo di 345mila polli.

“Mi ritengo – prosegue Laurenti – un imprenditore agrocvolo al pari di molti altri, ho manifestato la mia proposta imprenditoriale di libero cittadino. Ci sono delle normative da rispettare e delle condizioni ambientali di cui tenere conto ed è per questo che esiste la commissione di valutazione di impatto ambientale. Se il progetto non rispetterà queste regole non verrà fatto, se invece le rispetterà si farà”.

Nonostante questo, spiega Laurenti, in paese si è creata una situazione difficile. “Le accuse e le recriminazioni nei confronti miei e delle mia famiglia stanno diventando personalismi pesanti e al limite della sopportazione. Oggi i lavori della commissione sono fermi per una sospensione di 180 giorni chiesta e ottenuta per rispondere al meglio alle osservazioni fatte dagli enti a tutela di ambiente e salute. Nonostante questo alcune persone del paese stanno fomentando gli animi, diffondendo notizie non vere relativamente al prossimo avvio dei lavori. Non da ultima la costituzione di un comitato contro gli allevamenti intensivi, voluto fortemente dalla consigliera Patrizia Bartelle e da Dario Bertaglia. Con loro altri cittadini al seguito, tra questi anche il sindaco e tutta la sua amministrazione”.

Nel corso dei mesi, infatti, l‘amministrazione comunale, guidata dal sindaco Michele Domeneghetti, ha preso una posizione decisamente contraria, sentito anche il parere di parte della cittadinanza, alla realizzazione (LEGGI ARTICOLO).

“Non vorrei fosse l’ennesima strumentalizzazione politica creata ad hoc, nella quale polli e decreto Genova siano solo un pretesto e con la quale cittadini e amministrazione siano portati come il can per l’aia”.

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