08 novembre 2018 20:16

UNIVERSITÀ ROVIGO

Precari del Cur, Bergamin: “Perso tempo prezioso. Necessario modificare lo statuto dell’ente”

L'intervento del sindaco sulla vicenda dei lavoratori da stabilizzare


ROVIGO – “Sono precari, qualcuno da 15 anni, e ce ne accorgiamo adesso?”. E’ una domanda ovviamente retorica quella che pone il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin intervenendo sulla questione dei cinque dipendenti del Consorzio università di Rovigo che da anni lavorano con un contratto a tempo determinato e che, dopo il prossimo 31 dicembre, rischiano di ritrovarsi a casa senza un lavoro. Tant’è che i segretari della Fp Cgil Paolo Zanini e della Uil Fpl Cristina Garbin hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale dell’ente, 12 dipendenti in totale (VEDI IL SERVIZIO).

Dopo lo slittamento dell’assemblea straordinaria dei soci convocata per ieri, 7 novembre, al prossimo 13 novembre, per ulteriori approfondimenti economico-finanziari legati anche alla questione delle stabilizzazioni (LEGGI ARTICOLO), il sindaco, esprimendo la propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori, rivendica il ruolo del Comune di Rovigo, socio del Cur con il 40% delle quote (le stesse detenute dalla Provincia di Rovigo. Il restante 20% è detenuto dalla Camera di commercio Venezia Rovigo Delta lagunare “ma – dice – sappiamo tutti che il primo finanziatore è la Fondazione Cariparo“), e le richieste che lo stesso primo cittadino ha messo da tempo sul tavolo. In primis una modifica statutaria dell’ente che permetta l’ingresso nella compagine di nuovi soci, anche privati, oltre all’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori precari.

“Noi come Comune abbiamo sempre fatto la nostra parte – afferma – versando i contributi ordinari, i contributi straordinari, accollandosi le utenze e concedendo l’immobile di viale Marconi di proprietà del Comune al Cur. Le mie proposte sono tutte a verbale delle varie assemblee ma è chiaro che non posso modificare lo statuto dell’ente da solo”.
Il sindaco poi prosegue lapidario: “Non si può arrivare all’8 novembre con questo problema che andava risolto molto prima”. Come detto, infatti, la “dead line”, ovvero la scadenza per salvare i cinque lavoratori precari è il prossimo 31 dicembre, data di scadenza dei contratti a termine. “La mia volontà per arrivare ad una soluzione c’è sempre stata – sottolinea – e chiamerò Zanin e Garbin per esprimere la mia posizione. Tenendo conto che allo loro richieste di incontri il Comune ha sempre risposto positivamente dando la propria disponibilità. Il problema è che le hanno rivolte a tutti i soci del Cur”.

La questione dei lavoratori del Cur, fa sapere poi Bergamin, sarà affrontata anche nel corso della riunione “pre-consiglio” di tutte le forze di maggioranza fissata per lunedì 12 novembre alle 21, in vista del consiglio comunale di martedì 13 e mercoledì 14 novembre (entrambe le sedute alle 19). La maggioranza, inoltre, discuterà la questione legata all’ex piscina Baldetti a alla società fallita Veneto Nuoto partner del project financing per la realizzazione del polo natatorio di viale Porta Po e, infine, “ci sarà un aggiornamento su Asm spa (la municipalizzata al 100% del Comune, ndr) dal momento che abbiamo chiesto un approfondimento sulle azioni di Ascopiave anche se la mia posizione – conclude Bergamin – resta quella del ‘no’ all’alienazione delle quote”.

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