07 novembre 2018 21:07

POLITICA

Marea di critiche sul sindaco per l’acqua, Magaraggia: “Ricordatelo in cabina. Elettorale”

Con i rubinetti a secco hanno gorgogliato le polemiche e gli affondi continuano ad arrivare


ROVIGO – Roberto Magaraggia della Civica Rovigo nota come la vicenda dell’acqua abbia visto il primo cittadino di Rovigo sommerso dalle critiche. Ovviamente si dissocia dai gesti sopra le righe ma nella sua analisi politica mette in fila quelle che a suo avviso sono state le vorticose giravolte del sindaco e invita chi ha protestato a ricordarsene al momento del voto.

Cinque (su otto) consiglieri leghisti, gli stessi che hanno festeggiato l’istallazione di tre fontanelle lungo la pista ciclabile, per capirci, e il più “spietato oppositore” in consiglio comunale a Rovigo, Rossini, ma anche altri hanno giustamente espresso pubblicamente solidarietà al sindaco contro il gesto di quel o quegli imbecilli analfabeti che usano carta e penna per insultare o minacciare Massimo Bergamin. La solidarietà è un atteggiamento spontaneo, o concordato, rispondente a una sostanziale convergenza o identità di interessi, idee o partito, dice il vocabolario italiano. Le enciclopedie ci informano inoltre che senza cibo si può sopravvivere un mese, senza acqua 10 giorni. Che i rovigoti, per l’assenza di un giorno e mezzo del prezioso (in quanto molto costoso a metro cubo) liquido proveniente non dalle Dolomiti ma dall’Adige, offendano o spintonino il primo cittadino non può trovare nessuna giustificazione. Nemmeno se imputano a Bergamin una delle sue piroette. Infatti fino alle ore 12 , del giorno in cui era convocata l’assemblea sulla unificazione del nostro acquedotto col Centro Veneto per fondare Acquevenete, era fortemente contrario. Nel pomeriggio però, avendo ottenuto la vicepresidenza, ha sterzato di 180 gradi, permettendo con la sua presenza la fusione. Era il 1628, a Milano. Alessandro Manzoni, nei Promessi Sposi, ci ha raccontato di brava gente, poveracci, semianalfabeti che non si opponevano allo straniero che li opprimeva. Si erano riversati in piazza esasperati provocando disordini e tumulti, non per liberarsi dai dominatori, ma semplicemente perché gli mancava il pane. Pochi giorni fa è accaduto a Rovigheto, per l’acqua. Che sia vero quanto scritto dal poeta? “Tra Adige e Po giace sepolta, scheletro di città Rovigo incolta”? Voglio rifiutarmi di pensare che nel terzo millennio l’orizzonte cittadino finisca con “ magnare, bevare e ciav…..re”. Non vi sono bastate, cari cittadini, le giornaliere piroette di Bergamin su ANCI, Calo Tasse, Immigrati, Sprar, Acquedotto sic, Maddalena, Piscine, Cambio assessori, Unificazione Interporto eccetera eccetera per produrre un gesto di repulsione civica? Ma invece 36 ore senza acqua? Che non meritano certo quello che ho letto. A Bergamin, cittadino, gli si deve augurare salute, fortuna al Superenalotto e lunga vita. L’unico strumento democratico, se volete liberavi dell’imbarazzante Bergamin sindaco, è una semplice matita. Che potrete usare tra non molto, in cabina elettorale.

Roberto Magaraggia
Civica Rovigo

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