06 novembre 2018 20:39

UNIVERSITA' DI ROVIGO

Cur, a rischio il rinnovo dei contratti a termine: dipendenti in agitazione

Zanini (Fp Cgil) e Garbin (Uil Fpl) lanciano l'allarme sul futuro di 5 dei 12 lavoratori


ROVIGO – Era una delle questioni spinose sul tavolo dell’assemblea dei soci del Cur (LEGGI ARTICOLO). Ed oggi, 6 novembre, il nodo è venuto al pettine: i dipendenti del Consorzio università di Rovigo hanno dichiarato lo stato di agitazione per i contratti a termine che, scadendo il prossimo 31 dicembre, non danno prospettive certe a cinque dei 12 dipendenti attualmente nell’organico dell’ente.
“Siamo di fronte ad una situazione in evoluzione – ha spiegato Paolo Zanini, segretario della Fp Cgil affiancato da Cristina Garbin di Uil Fpl – con scenari che non permettono di individuare delle prospettive certe e che mettono a rischio l’ipotesi di vedere finito il periodo di precariato che per qualcuno dura da oltre 10 anni”.

Lo stato di agitazione dichiarato dalle organizzazioni sindacali deriva dal fatto che, come riferiscono Garbin e Zanini, davanti all’ipotesi di poter stabilizzare i cinque lavoratori che svolgono, tra l’altro, mansioni importanti come la gestione della biblioteca, la gestione dei servizi informatici e la gestione della segretaria che si rapporta da una parte con i docenti e dall’altra con gli studenti, è stato chiesto un incontro ai soci del Cur (Comune e Provincia di Rovigo e Camera di commercio di Venezia Rovigo Delta lagunare) “ma non sono arrivate risposte”.
“Da qui a fine anno serve una soluzione – ha ribadito Zanini – per cinque dei 12 dipendenti dato che dopo il 31 dicembre potrebbero non avere più un lavoro. Abbiamo poco più di 40 giorni di tempo. E davanti alle non-risposte ricevute abbiamo deciso di intraprendere delle iniziative che vadano a forzare la situazione che da qui al 31 dicembre va risolta”.

Secondo quanto riferiscono i sindacalisti, “la Fondazione Cariparo non sarebbe intenzionata a mantenere lo stesso importo in termini di contributo al Cur. Si parla, a quanto ci risulta, di 800/900mila euro all’anno. Ma, dall’altro lato, non sappiano quale sia la situazione degli altri soci. Qui c’è in gioco anche il futuro del Cur stesso”.
Infatti, sempre secondo le parole di Zanini e Garbin, uno dei tre soci avrebbe commissionato uno studio all’Università Ca’ Foscari di Venezia relativamente alla funzionalità del Cur con l’attuale organico. “E quanto emerso – hanno aggiunto – è che il personale del Consorzio universitario è il minimo che si possa avere. Un calo dei dipendenti potrebbe comportare una diminuzione dei servizi”.

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