07 novembre 2018 20:46

GIUDICE SPORTIVO

Calci e spinte all’arbitro, il calcio che non piace

Allievi Provinciali, otto giornate complessive di squalifica a due giocatori di Cavazzana e Borsea


ROVIGO – Il calcio dei giovani e di provincia è quello più puro e limpido, si dice. Ed è vero. Ma in alcune circostanze i ragazzi si lasciano influenzare dalle brutture spesso tipiche dei più grandi, che vedono in tv. E spesso questi episodi vedono coinvolti, loro malgrado, giovani arbitri. Che decidono di intraprendere questo percorso nei campi di periferia solo per passione. Col rischio di vedere messa in discussione la propria incolumità fisica.

Questo è il caso, come riporta il comunicato Figc di oggi, 7 novembre, di due spiacevoli episodi avvenuti nel turno infrasettimanale di mercoledì 31 ottobre, nella categoria Allievi Provinciali, girone A. Pontecchio-Cavazzana (finita 2-1) e Rovigo-Borsea (terminata 4-3) le partite incriminate. Un giocatore del Cavazzana, Hidri Klejdian, una volta ricevuto il rosso per doppia ammonizione, ha perso la testa: prima si è rifiutato di uscire dal capo e poi, nonostante compagni di squadra e allenatore tentassero di impedirglielo, divincolandosi si è scagliato sull’arbitro colpendolo con un forte calcio al braccio sinistro. Un colpo tale da procurargli dolore fisico. Sono cinque le giornate di stop comminate al giocatore dal giudice sportivo Gianluigi Mutterle.

Purtroppo non finisce qui. Il giovane calciatore del Borsea Armando Begu, al termine della partita, dopo essere rientrato negli spogliatoi, si è avvicinato all’arbitro e l’ha spintonato, accompagnando il gesto con frasi di minaccia. Tre i turni di squalifica che il giudice sportivo polesano gli ha inflitto. Nella speranza che queste punizioni facciano riflettere i ragazzi in questione. E non solo.

Vedi le cinque giornate di squalifica comminate a Neodo (Beverare, Seconda categoria padovana), il quale “dopo l’espulsione si avvicinava all’arbitro offendendolo, minacciando di ucciderlo e stringendogli la faccia con una mano, procurandogli dolore. Il giocatore reiterava le offese uscendo dal campo e successivamente anche nei social“. Una nuova, e spiacevole, moda.

 

 

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