18 Ottobre 2018 22:38

UN COMPLEANNO SPECIALE

Giustizia, uguaglianza, dignità le parole d’ordine di don Ciotti e Gherardo Colombo

Il prete antimafia e l'ex magistrato in città per il Centro francescano di ascolto


ROVIGO – Una piazza Garibaldi blindata come oggi non si è mai vista: polizia e carabinieri schierati hanno aspettato l’arrivo di don Luigi Ciotti e Gherardo Colombo, ospiti illustri invitati per celebrare il 30esimo compleanno del Centro francescano di ascolto di Rovigo. Un traguardo significativo, soprattutto per il lavoro che il Centro ha svolto in tutti questi anni per aiutare i più deboli e bisognosi, difendendoli dalla criminalità.

E proprio di solidarietà e di mafia hanno voluto parlare i due ospiti: don Luigi Ciotti, il prete antimafia fondatore di Libera, il coordinamento di associazioni contro tutte le mafie, e Gherardo Colombo, l’ex magistrato ha condotto le inchieste di Mani pulite e ha scoperto la loggia P2.

“Ero presente 30 anni fa, per la fondazione del Centro francescano di ascolto – commenta don Ciotti -. Di cose, in questi trent’anni, ne abbiamo fatte tante per solidarietà: abbiamo aiutato chi ha chiesto aiuto, il centro ha accolto e dato una speranza a chi non l’aveva. Oggi, le sfide sono cambiate: ora chi ha bisogno d’aiuto è straniero e la parola solidarietà va ben equilibrata con la parola giustizia e ogni persona deve ritrovare la propria dignità. Per questo combattiamo contro criminalità e mafia, anche attraverso Libera”.

Anche Colombo ha voluto sottolineare l’importanza della lotta alla mafia: “Bisogna prima di tutto cambiare l’atteggiamento che invece oggi in Italia viene premiato – spiega -. Ovvero che a vincere deve essere sempre il più forte e il più furbo. E’ con questa mentalità che nasce la mafia. Bisogna invece ripristinare una società basata sulla Costituzione, ovvero sul fatto che siamo tutti uguali e abbiamo pari dignità. Concetti che purtroppo sono ancora lontani”. Come lontana è una pace tra magistratura e politica: “Alla classe dirigente non piace essere controllata e c’è molta differenza tra chi viene eletto per guidare un Paese e chi deve controllare che tutto ciò avvenga in modo corretto. Un concetto che alla classe dirigente non è mai piaciuto, nonostante i tempi di Mani pulite siano lontani”.

I due ospiti, insieme al presidente del Centro francescano di ascolto Livio Ferrari, hanno parlato proprio di questo all’interno del Salone del grano della Camera di commercio Venezia Rovigo Delta Lagunare.

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