30 Ottobre 2018 14:09

GLI STANZIAMENTI PER PADOVA E ROVIGO

Fondazione, pronti 135 milioni di euro per il territorio

Presentato il piano che guiderà l’attività filantropica della Cariparo fino al 2021. La novità? Si punta sull'innovazione
La sede di Rovigo della Fondazione Cariparo


ROVIGO – Presentato oggi il piano che guiderà l’attività filantropica della Fondazione Cariparo nel triennio 2019-2021, per il quale è previsto uno stanziamento pari a 135 milioni di euro, di cui i primi 45 nel 2019. “Oltre ai numeri una scelta strategica precisa – si legge nella nota ufficiale della Fondazione – Gli organi della Fondazione hanno intrapreso negli ultimi 10 mesi un percorso di analisi e riflessione che ha portato ad una ridefinizione del ruolo che l’ente vuole esercitare nei prossimi anni: da un lato, quello tradizionale di sostegno alla realizzazione di progetti con elevata probabilità di successo, dall’altro quello di soggetto capace di generare innovazione sociale attraverso la sperimentazione di soluzioni nuove per affrontare problemi irrisolti della comunità in cui opera, i cui risultati potranno essere messi a disposizione dell’intero territorio”.

“Questo nuovo approccio ha comportato una ridefinizione della politica filantropica che, dopo una attenta analisi dei bisogni del territorio e un benchmark con le maggiori fondazioni nazionali e internazionali, si svilupperà in 8 linee strategiche di intervento: Salute e Corretti stili di vita, Formazione del capitale umano, Inclusione sociale, Housing sociale, Ricerca e sviluppo, Partecipazione alla vita culturale, Valorizzazione e tutela del patrimonio storico artistico e Protezione e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio“.

I 45 milioni di euro previsti per il 2019 saranno così suddivisi:
– 6 milioni di euro per Salute e Corretti stili di vita
– 5 milioni di euro per la Formazione del capitale umano
– 5 milioni di euro per l’Inclusione sociale
– 500 mila euro per l’Housing sociale
– 11 milioni di euro per la Ricerca e sviluppo
– 6 milioni di euro per la Partecipazione alla vita culturale
– 6 milioni di euro per la Valorizzazione e tutela del patrimonio storico artistico
– 2,5 milioni di euro per la Protezione e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio
– 3 milioni di euro per le richieste di contributo inviate spontaneamente alla Fondazione e che dovranno rientrare in una delle 8 linee.

“Quattro le principali modalità di intervento, il cui calendario verrà definito entro la fine del 2018: progetti della Fondazione, bandi, richieste di contributo al di fuori dei bandi, investimenti patrimoniali collegati alla missione (MRI – Mission Related Investments). Nell’attuare la propria attività filantropica, la Fondazione si impegna a disseminare le buone pratiche, a collaborare con le altre fondazioni di origine bancaria, in particolare quelle del triveneto, e a sostenere azioni che favoriscono la nascita di reti tra i diversi soggetti del territorio (enti pubblici, terzo
settore, mondo produttivo, ecc.)”.

Gilberto Muraro, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, dichiara: “La missione della Fondazione consiste nel promuovere la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile del territorio di Padova e Rovigo, con una visione di comunità aperta, solidale e incline all’innovazione. Essa persegue la missione con modalità che derivano dalla sua natura peculiare di soggetto che, seppur privato, persegue finalità di utilità collettiva. Questa specifica natura differenzia la Fondazione sia dai soggetti pubblici, di cui pure condivide le finalità, che dagli enti privati, di cui, invece, condivide la forma. Gode quindi di una maggiore flessibilità di azione rispetto all’amministrazione pubblica, non dovendo sottostare agli stessi meccanismi di governance né alle procedure legislative o regolamentari. Inoltre, opera con più ampia libertà di scelta rispetto agli altri soggetti for profit che devono remunerare gli azionisti. Queste caratteristiche ci hanno spinto ad ampliare il ruolo del nostro ente, espandendone i confini: non più solo semplice ‘sostenitore’ ma ‘innovatore sociale’, che forte della possibilità di assumere rischi con impatti minori rispetto ad altri soggetti, intensifica la sperimentazione di soluzioni nuove, potenzialmente più efficaci, ma con risultati ancora incerti o non misurati con sufficiente rigore,
per affrontare problemi irrisolti della comunità in cui opera”.

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