11 ottobre 2018 16:13

LA MAXI OPERAZIONE

Ci riprendiamo i luoghi degradati

Scatta "Periferie sicure". Nel capoluogo e in altri sette Comuni


ROVIGO – Rovigo e le sue piccole “zone rosse”, ma anche vari luoghi di Rosolina, Porto Tolle, Porto Viro, Adria, Lendinara, Badia Polesine e Occhiobello. E’ qui che si sono concentrati gli sforzi di polizia di Stato, carabinieri, polizia locale, polizia stradale e Guardia di finanza, nell’ambito della operazione “Periferie sicure”, scattata a livello nazionale. Sono state individuate 15 province, tra le quali appunto quella di Rovigo, dove fare scattare controlli straordinari del territorio, concentrandosi su quelle zone dove sono segnalati problemi.

In Polesine, nella prima fase ci si è dedicati alla polizia giudiziaria, per fronteggiare emergenze come lo spaccio o altre tipologie di criminalità, mentre la seconda è stata dedicata maggiormente ad attività di polizia amministrativa: regolarità dei locali e delle strutture ricettive, controlli agli esercizi commerciali, ai mercati, lotta alla contraffazione e all’abusivismo commerciale.

Oguno dei corpi e delle forze dell’ordine ha messo la propria professionalità al servizio del piano previsto. La polizia di Stato, con anche i commissariati di Adria e Porto Tolle, oltre alla questura di Rovigo, ha messo in campo 240 uomini, ai quali se ne sono aggiunti altri 50 arrivati da fuori provincia per l’occasione. C’è stato un arresto, per un richiedente asilo nigeriano di 26 anni che, secondo le contestazioni, spacciava sulla ciclabile Baden Powell (LEGGI ARTICOLO). Sono stati controllati 8mila veicoli e 36 esercizi commerciali. Sono stati controllati anche i Giardini Marconi, dove sono stati trovati alcuni giovani con modiche quantitià di stupefacenti. Non abbastanza per procedere alla denuncia penale, ma abbastanza per la segnalazione amministrativa alla Prefettura.

Sempre la polizia di Stato ha condotto verifiche in strutture ricettive, locali e sale giochi. In un bed & breakfast è stata individuata una cittadina serba, sprovvista di documenti e risultata già espulsa, senza però avere mai ottemperato alla ordinanza. In un bar la titolare è stata denunciata perché, secondo le contestazioni, sarebbe risultata mancante la tabella dei giochi proibiti. Guai anche per due cittadini cinesi, titolari di una sala giochi, perché una slot machine avrebbe ostruito l’uscita di sicurezza, inoltre bloccata anche da un lucchetto. Controlli anche sul mercato del martedì, senza che siano state individuate violazioni.

La Guardia di finanza ha preso parte all’attività antidroga che ha condotto all’arresto del nigeriano e ai controlli su questo versante, oltre a curare verifiche in numerosi esercizi commerciali. Sono stati rilevati alcuni problemi relativi all’emissione degli scontrini fiscali, ma non sono emersi altri fenomeni allarmanti.

I carabinieri hanno fornito una importante attività di appoggio, grazie anche all’arrivo in città dei reparti di pronto intervento dell’Arma, che hanno consentito di incrementare il numero di pattuglie e controlli. L’attività dei militari si è concentrate su servizi preventivi e di controllo del territorio, con il controllo di 216 veicoli e 33 sale slot.

Molto importante anche il contributo della polizia locale, per quanto si tratti del corpo con il minor numero di personale. In ogni caso, gli sforzi hanno consentito di mettere sul campo ben 24 vigili urbani, che hanno controllato 35 persone, una delle quali risultata clandestina. Importante soprattutto la vigilanza sul fronte delle sale slot: quattro le sanzioni amministrative elevate, per la contestazione violazione violazione dell’ordinanza del sindaco, che limita le fasce orarie nelle quali è possibile giocare.

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