11 ottobre 2018 10:57

I.CONSULTING

Caduta sul marciapiede: il condominio è responsabile? Lo è il Comune per cose in custodia

ARTICOLO SPONSORIZZATO


A chi appartiene il marciapiede davanti a un palazzo?
Capita spesso, anche se non è automatico, che il marciapiede antistante un edificio sia di proprietà del condominio. L’accertamento va fatto tramite le mappe catastali. È da lì che si comprende chi è il titolare dell’area. Tuttavia, anche quando la proprietà è privata, il marciapiede è quasi sempre interessato da una servitù di pubblico transito; in buona sostanza, il Comune impone al condominio di farvi passare i passanti. Immaginate altrimenti quale sacrificio sarebbe per i pedoni se, ad ogni palazzo, trovassero delle transenne e fossero costretti a fare il giro della strada.

A chi spetta la manutenzione del marciapiede del condominio?
Proprio la presenza di questa servitù di transito fa sì che, anche quando il marciapiede è condominiale, il Comune resta obbligato alla sua manutenzione. Il che è anche logico e giusto: perché mai dovrebbe gravare sulle spalle dei condomini la manutenzione e il rifacimento di un’area di cui si avvantaggia la collettività e che soggetti diversi dai condomini logorano con il “via vai” quotidiano? Sarebbe altrimenti come spostare sul privato gli oneri pubblici. Ed infatti la Cassazione ha più volte detto che gli obblighi di manutenzione dell’ente pubblico, proprietario di una strada aperta al pubblico transito, al fine di evitare l’esistenza di pericoli occulti, si estendono anche ai marciapiedi laterali, i quali fanno parte della struttura della strada, essendo destinati al passaggio dei pedoni.
Caduta sul marciapiede del condominio: chi risarcisce i danni?
Alla luce di ciò, la responsabilità per danni da omessa manutenzione, in simili circostanze, si trasferisce sul Comune del luogo in cui è ubicato l’immobile. Il che significa che il condominio non è responsabile per quanto sia il titolare dell’area.

Quando spetta il risarcimento per la caduta sul marciapiedi?
Inoltre, quando il marciapiede è oggetto di servitù, per esso vige la regola della cosiddetta “responsabilità oggettiva” ; per cui chi si fa male a causa di esso può ottenere il risarcimento danni dimostrando solo la caduta e la diretta conseguenza di tale caduta da una situazione di pericolo occulto.
Proprio sul concetto di “pericolo occulto” si è soffermata spesso la Cassazione. Cosa significa questo concetto? Non si può risarcire chi cade su una vistosa buca solo perché era distratto o era impegnato a chattare sul cellulare. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Il che è anche un principio di logica: ciascuno di noi deve prestare attenzione a dove va. Risultato: tanto più è ampia la buca, tanto meno possibilità ci sono di ottenere il risarcimento, sia pure nei confronti del Comune.
Inoltre, sempre la Suprema Corte ha detto che laddove il danneggiato sia “del luogo”, nel senso che percorre sistematicamente il marciapiede , il risarcimento non spetta: e ciò per l’evidente ragione che, essendo questi informato del pericolo per averlo visto più volte, poteva prestare la dovuta attenzione. La caduta sulla buca coperta da foglie o da acqua piovana fa scattare il diritto al risarcimento, ben inteso sempre nei confronti del Comune.
Insomma, per vedersi rimborsare i danni è necessario dimostrare che la buca rivestiva i caratteri di un’insidia e di un trabocchetto, tale da non essere percepibile con l’ordinaria diligenza.
Chi propone domanda di risarcimento dei danni da cose in custodia deve dimostrare le anomale condizioni della sede stradale e la loro oggettiva idoneità a provocare incidenti del genere di quello che si è verificato.
È onere del Comune dimostrare l’inidoneità in concreto della situazione a provocare l’incidente, o la colpa del danneggiato.

Per maggiori informazioni: [email protected], Tel. 0425.1902188 – https://www.infortunisticaconsulting.com/

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.