31 ottobre 2018 11:51

NON SU MARTE

Apologia di fascismo sulla Gran Guardia, rivendicata la provocazione



“Un atto vergognoso. Ci dovrebbe essere rispetto per i morti e per le vittime del fascismo. Occorre vigilare e recuperare la nostra memoria, perché abbassare la guardia oggi significa rischiare seriamente di tornare indietro”. Non sua mezzi termini Diego Crivellari, deputato del Pd nella precedente legislatura, per definire lo striscione che è apparso nella notte tra il 27 ed il 28 ottobre scorso sull’inferriata che delimita il portico della sala Gran Guardia per “celebrare” la marcia su Roma dei fascisti 96 anni fa. La marcia su Roma fu il preludio di quelli che poi furono gli anni più bui della storia del nostro Paese.

A rievocarli, con uno striscione in centro storico, in piena notte, lontano dagli occhi dei cittadini (quasi come a vergognarsi per quello che si sta facendo) sono stati i militanti di Lotta studentesca, struttura giovanile di Forza Nuova. Tant’è che il movimento di estrema destra, in un post sulla propria pagina Facebook, rivendica il raid notturno di stampo fascista: “Un’azione simbolica per ricordare la vittoriosa marcia su Roma del 1922 che aprì le porte ad un ventennio di grande lustro e onore per l’Italia”.

Parole che fanno a dir poco rabbrividire. Il “ventennio di grande lustro” a cui fanno riferimento sono infatti gli anni che hanno portato all’immane tragedia della Seconda guerra mondiale che nel nome di una ideologia e dei suoi fanatismi ha portato alla morte milioni e milioni di persone in tutta Europa, lasciando dietro di sé lacrime, sangue e macerie. Orrori che persone che avevano visto con i propri occhi e sentito sulla propria pelle hanno fatto in modo che non tornassero più, tanto da fondare la Costituzione italiana su profonde radici antifasciste. Il ventennio a cui fanno riferimento confidando in un clima odierno di diffusa xenofobia, di povertà culturale e di ignoranza storica e giuridica, è quello delle leggi razziali, della dittatura, del colonialismo, della compressione delle libertà, della fine del diritto di voto, delle deportazioni nei lager, di olio di ricino e manganellate, della censura e della propaganda. Che, effettivamente, fu condotta abilmente tanto da risultare efficace anche oggi. Perché quelli furono gli anni in cui regnarono servilismo e rimozione dei dibattiti sui conflitti sociali. Furono distrutti i diritti e furono create nuove “nobiltà”, non furono affatto abolite le differenze di classe e di ceto, fu solo rimossa la possibilità di parlarne.

Furono gli anni di manipolazioni e violenze. Di silenzi, incarcerazioni e fughe. Di paura. Anni che culminarono con le deportazioni nei lager, che non riguardarono solo uomini, donne e bambine di religione ebraica, ma anche i disabili, gli omosessuali e, anche, ma forse questo evidentemente non se lo ricordano, dei malati di mente.

E’ questo è il “grande lustro” glorificato da persone orgogliose di proclamarsi fasciste con tutto quello che ne consegue, anche penalmente. Si spera che si tratti solo di quattro ragazzini ignoranti. Nel senso profondo del termine, ovvero che ignorano ciò di cui stanno parlando. Per dirne una, nel post si inneggia al ventennio ma anche a Salò, forse sarebbe bene che studiassero la differenza fra i due momenti storici, si riempiano pure la bocca con le foibe jugoslave ma si ricordino cosa è stato quel governo fantoccio, manovrato dai nazisti che ha combattuto contro il suo stesso popolo non rassegnandosi alla sconfitta che è stata militare, storica e culturale. Il “futuro migliore” di cui si riempiono la bocca è quello che ci ha consegnato chi è venuto dopo quegli anni ed ha permesso che tutti fossero liberi di esprimere il proprio pensiero, perfino gli imbecilli. E’ quello che avviene in democrazia, l’opposto di quello che è, invece, un regime.

“Come se non bastassero le oscenità che si sono viste a Predappio – afferma Crivellari – ci mancava che pure a Rovigo si potesse liberamente inneggiare… alla marcia su Roma. Sarebbe interessante sapere dagli estensori (giovani, a quanto pare) di questo striscione a quale ‘passato glorioso’ si riferiscano: alla guerra? Ai bombardamenti? All’alleanza con i nazisti? Ai gas contro gli etiopi? Agli assassini di figure come Gobetti, Matteotti, don Minzoni? Alla violenza sistematica come strumento di lotta politica? Al partito unico? Al sabato fascista? Alle leggi razziali? Al razzismo antisemita? A vent’anni di dittatura? Alla miseria delle nostre campagne? Davvero vengono i brividi… Non possiamo rimanere inerti”.

E’ chiaro che si tratti di una provocazione. E come tutte le provocazioni chi la fa si attende una reazione o quanto meno vuole vedere se e quale possa essere. Ci sono molti modi di reagire ad una provocazione, una per esempio è ignorarla e lasciarla cadere nel vuoto. L’altra è rispondere.

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.