09 agosto 2018 17:57

WEST NILE

“Se non provvediamo ora, l’anno prossimo sarà davvero emergenza”



L’epidemia endemica di West Nile, tale è a definita del direttore generale dell’Ulss 5 Compostella, sta dilagando in Polesine moltiplicando quotidianamente i numeri del contagio. Nonostante sia un problema decennale gli interventi per fronteggiarlo procedono ancora in ordine sparso. Mentre si consuma quindi l’ennesima emergenza in puro stile italiano i costi in termini di cura per le persone contagiate e di spese straordinarie in interventi, neppure troppo efficaci, lievitano fuor di misura proprio a causa di una mancata pianificazione preventiva. E la prevenzione, è risaputo, è l’unico modo serio per limitare i danni e non farsi sovrastare, appunto, dalle emergenze.

In Polesine, evidentemente per le particolari condizioni ambientali, il virus trova facilmente radicamento e l’unico intervento possibile a monte sarebbe la disinfestazione larvicida sulle zanzare, primo veicolo di trasmissione del West Nile, da effettuarsi nei mesi primaverili oltre ad una sistematica manutenzione delle aree verdi durante il periodo estivo da tenersi di concerto nel territorio dell’intera Provincia. Un intervento strutturato che richiede coordinamento tra gli attori istituzionali (Comuni polesani, Ulss5, Regione Veneto) e risorse economiche certe.

Riteniamo che la Conferenza dei Sindaci sia il luogo corretto per formulare una proposta da avanzare in Regione per ottenere i fondi necessari all’attuazione di un piano unico e l’impegno dell’Ulss a gestire l’intervento coordinato. Temiamo che se non si procederà in tale senso il prossimo anno ci troveremo dentro un’emergenza peggiore per malati e oneri di spesa.

Prevenire è meglio che curare e farlo assieme è meglio ancora.

Per il Comitato per l’art. 32, sanità e sociale Polesine
Vanni Destro

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