04 Agosto 2018 16:43

TRA VILLE E GIARDINI

Noa ipnotizza il pubblico e abbatte ogni confine

La sua voce lascia senza parole la folla che ha riempito il piazzale del Censer per ascoltarla


ROVIGO – “La musica è amore”. L’ha detto all’inizio del concerto e l’ha fatto irradiando di un senso di benessere e positività tutto il piazzale del Censer, illuminato come non s’era mai visto. E’ stato sublime e grandioso il concerto di Noa con Gil Dor, che si sono esibiti ieri sera, venerdì 3 agosto, per Tra ville e giardini 2018, a Rovigo, davanti ad una platea sterminata e plaudente.

Achinoam Nini, figura minuta in una lunga tunica araba, prima rossa poi cambiata con una bianca, quando sale sul palco diventa un gigante. Una vocalità riconoscibile, ricca di calore e ritmo, si colora lungo le linee melodiche delle musiche arabe e diventa uno strumento musicale completo, accompagnato magistralmente dalla sezione ritmica della chitarra viva e parlante di Gil Dor. Un sodalizio fantastico tra i due, che dura da 28 anni e che ha creato veramente un binomio perfetto. Melodie che fanno viaggiare con la mente insieme alle carovane nel deserto e bere dalle fontane danzanti di palazzi perduti; cambi di ritmo frequenti e imprevisti, strepitosi assolo alle percussioni, Noa ipnotizza il pubblico che la segue come stregato e tiene il ritmo ad un suo cenno. Le sue canzoni fermano il tempo. Saluta, ringrazia la città ospite, ironizza sul fatto che nonostante il nome del festival al Censer non c’è un giardino, dedica a Rovigo un blues improvvisando le parole e parla anche in italiano. Emana serenità. Dice con semplicità: “Qual è l’identità delle persone? Io sono yemenita, americana, araba ma ebrea. Sono nata in una famiglia con molte identità per cui per me è semplice pensare che identità è mescolanza, lingua, religione, ma anche i fiori, la natura: tutto il mondo è una grande identità. E un’identità grande è meglio di una piccola, fatta di poche cose intorno a te”. E’ il momento di un toccante canto tradizionale yemenita ricordo della nonna che ha tanto sofferto. “Io pensavo che la sofferenza riguardasse il passato, invece anche oggi tante donne soffrono e devono lottare per i loro diritti fondamentali. Dedico a tutte loro questa canzone”.

La musica arriva subito, al di là della lingua inglese, araba o italiana. Arriva soprattutto la convinzione, la verità, con cui Noa parla, canta e scrive i suoi testi, ricchi di poesia, di dolore che si tramuta in cambiamento, di lotte per la libertà. Sembra incredibile trovare qualcuno che crede ancora in qualcosa di immutabile e importante: i valori si diceva e si continua a dire a vanvera, in una società che li ha persi tutti. Ma quell’artista sul palco, nella sua tunica bianca declama: “Guardami oltre il confine, oltre il muro. Una luce sta brillando, oltre il dolore, oltre le lacrime, deve esserci qualcosa in più”. Sono alcuni versi che Noa ha scritto in inglese, su musica del Concerto n. 5 in Fa minore largo di Johann Sebastian Bach, che s’intitola Look me/ Guardami, ispirati alle “donne che lavorano per abbattere i muri che ci separano”.

C’è spazio per le anticipazioni, in questo spettacolare concerto, col profilo del Censer illuminato che si staglia dietro il palco: Noa infatti presenta alcuni brani dal nuovo lavoro, proprio su Bach, in cui ha scritto dei testi importanti, a volte divertenti, di storie moderne, come quello dedicato a sua figlia adolescente o quello nato da una conversazione whatsapp. Davvero è la contaminazione e la fusione che produce fantasia.

Siamo tutti immigrati, oggi oppure anni fa, nel corpo o nello spirito”, ricorda tra gli applausi ed accenna alle migrazioni degli italiani in America, poco prima di intonare uno splendido “Santa Lucia luntana” per chiudere un concerto che sembra volato. Il pubblico ne vuole ancora, chiama e richiama e Noa non si sottrae. Duetta con la platea nell’attesissimo Beautiful that way/ La vita è bella, colonna sonora del film di Roberto Benigni e incanta con una soave e intensissima Ave Maria scritta sulla celeberrima composizione di Bach-Gounod.

La rassegna Tra ville e giardini 2018, XIX edizione, viene promossa e finanziata dalla Provincia di Rovigo, col contributo di Regione del Veneto attraverso Reteventi e Fondazione Cariparo; e la collaborazione di 13 Comuni polesani che ospiteranno a turno i 14 spettacoli in programma: Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Castelmassa, Ceneselli, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Rovigo, e per la prima volta, Villanova del Ghebbo.

L’organizzazione è dell’Ente Rovigo Festival con la direzione artistica di Claudio Ronda. Collabora il Rovigo Convention&Visitors Bureau.

Prossimo appuntamento domenica 5 agosto 2018 alle 21.30 ad Adria, Giardino della Casa delle Associazioni con Ennio Marchetto, The Living Paper Cartoon di Ennio Marchetto e Sosthen Hennekam.

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