09 agosto 2018 22:03

TRA VILLE E GIARDINI

Giovani soldati in trincea, Bubola ci canta le loro canzoni

Appuntamento davvero emozionante con la storia ad Ariano nel Polesine

ARIANO NEL POLESINE – Un intenso incontro con la storia, quella dei giovani soldati impregnati di sangue e fango nelle trincee della Grande guerra, prima dell’ultimo assalto. Il poetico concerto “Il testamento del capitano” di Massimo Bubola, che si è svolto ieri sera 8 agosto, alla pieve di San Basilio ad Ariano, per la rassegna Tra ville e giardini 2018, è stato un toccante e delicato omaggio alla tradizione dei canti degli alpini del Triveneto, nel centenario dalla fine della Prima guerra mondiale. Un repertorio di brani riarrangiati magistralmente e raccolti dal cantautore veronese, nei due album “Il testamento del Capitano” (2014) e “Quel lungo treno” (2005).

Senza retorica, senza arrangiamenti soverchianti, disvelando melodie originali e testi importanti, Massimo Bubola, con il rispetto e l’autorevolezza del poeta davanti ai sentimenti, ha alternato i brani, introducendoli con considerazioni storiche, ad alcune impressionanti lettere dal fronte. Un mix esplosivo di emozioni forti, di riflessioni sul senso del sacrificio delle generazioni passate, dello shock psicologico di contadini strappati alla terra e mandati in montagna tra le pietre, di visioni di montagne di cadaveri di due piani, ma anche del profondo senso di lealtà verso le generazioni future.

“A loro noi oggi dobbiamo quel che siamo – ha detto Bubola – Persone che come mio nonno, che aveva combattuto sul Piave, piantò un pioppeto per noi molti nipoti. Mentre oggi il sacrificio è inaccettabile e al futuro nessuno pensa”. Melodie anche allegre con testi impegnativi e terribili, come spesso avviene nella musica tradizionale, al contrario di quella autoriale che cerca l’armonia di musica e parole. Brani perfetti nella loro semplicità che Massimo Bubola ha reso ancora più godibili con arrangiamenti essenziali ed un’interpretazione intensa. “Bombardano Cortina”, “Sul ponte di Perati”, “Ta pum” con quell’onomatopea nata per ricordare le esplosioni in miniera e così ben adattata alle cannonate. In mezzo “Andrea”, scritta nel 1977 con De André e ricollocata nel suo contesto; poi “Sui monti Scarpazi” interpretata dalla voce dolcissima di Lucia Miller che ritrae una contadina che va in cerca del marito Alpino morto sui Carpazi; “Monte Canino”, “Ponte de Priula” e per concludere la ballata “Rosso su verde”, scritta e musicata da Bubola, dopo aver letto migliaia di lettere dal fronte e immaginando quel soldato che comunica con semplicità all’amata che sarebbe morto al prossimo assalto, con una lettera rimasta rossa di sangue: “correvamo in alto/ verso la collina/ Poi scoppiò l’inferno/ caddi a faccia in giù/ giù dentro l’inverno/ poi non ricordo più/ e dal grande inverno/ non si torna più”.

Tutto il concerto è stato eseguito in acustico con la voce, la chitarra e l’armonica di Massimo Bubola, la voce di Lucia Miller, la chitarra, il mandolino e la slide guitar di Enrico Mantovani, il basso e il contrabbasso di Alessandro Formenti.

La rassegna Tra ville e giardini 2018, XIX edizione, viene promossa e sostenuta dalla Provincia di Rovigo, col contributo di Regione del Veneto attraverso Reteventi e Fondazione Cariparo; e la collaborazione di 13 Comuni polesani che ospiteranno a turno i 14 spettacoli in programma: Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Castelmassa, Ceneselli, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Rovigo, e per la prima volta, Villanova del Ghebbo.

L’organizzazione è dell’Ente Rovigo Festival con la direzione artistica di Claudio Ronda. Collabora il Rovigo Convention&Visitors Bureau.

PROSSIMO APPUNTAMENTO
Venerdì 10 agosto, ore 21.30
Ficarolo, Giardino di Villa Schiatti
Banda Osiris, Le dolenti note (LEGGI ARTICOLO).