07 luglio 2018 13:31

CASO NOMINE ASM SPA ROVIGO

“Sono un gruppo di potere che fa accordi in salotto”

Gli amministratori del Pd si schierano contro il "gruppo Romeo": "Adesso basta, li segnaliamo agli organi di vigilanza nazionali"

ROVIGO – Non si tratta di una questione di persone, non è tanto il nome di Virna Riccardi che spacca il Pd, quanto piuttosto il metodo. Un metodo “disgraziato”, un “accordo sottobanco” dalla quale la maggioranza del Pd, rappresentata da numerosi amministratori della provincia, prende con forza le distanze. Il caso nomine in Asm spa, che ha visto un gruppetto del Pd, rappresentato dalla capogruppo in consiglio comunale Nadia Romeo, fare accordi con la Lega di Bergamin per un posto nel cda della municipalizzata (LEGGI ARTICOLO), questa volta non è la classica baruffa interna al Pd. Ma si tratta di qualcosa di più. E a spiegarlo, sono l’ex deputato Diego Crivellari insieme ai sindaci di Polesella, Leonardo Raito, di Costa di Rovigo, Antonio Bombonato, e di San Martino di Venezze, Vinicio Piasentini.

“Non esiste nessuna corrente intestata al mio nome come qualcuno ha dichiarato ma amici del partito che condividono la necessità di rinnovamento, una cosa fondamentale per provare a salvare questo partito con la voglia di stimolare il nuovo che c’è e trovare un nuovo gruppo dirigente – spiega Crivellari – Ovviamente la vicenda di Asm spa ha contribuito a far ulteriormente precipitare le cose. Non è l’ennesima baruffa nel Pd: è una questione sostanziale legata ad una scelta sciagurata, quella di entrare in Asm spa. Magari potevamo almeno parlarne, invece tutta questa urgenza di arrivare di nascosto ad un accordo. Ma tranquilli, c’è chi ha già segnalato agli organi di vigilanza nazionali del partito. A noi la Romeo ha fatto un regalo enorme: si sono tagliati fuori da soli, possiamo finalmente dire ad alta voce che riteniamo incompatibili queste persone, sul piano etico”.

“A mio parere la città ha già un giudizio su questa vicenda e oggi siamo qui a testimoniare una rottura definitiva con queste logiche di sottobosco – conclude Crivellari – Il Pd ha voglia di avviare un percorso di rinnovamento e questo avverrà senza di loro. Abbiamo in mente un progetto civico senza queste persone. Una cosa è certa, loro facciano quello che vogliono ma il Pd siamo noi e dove ci saranno loro, noi non ci saremo”.

“Non abbiamo mostrato una grande immagine del partito: queste persone hanno aperto una falla troppo difficile da chiudere – continua invece Leonardo Raito – Quando il capogruppo di fronte ad una scelta così strategica non si sente in dovere di informare gli organismi provinciali, i componenti del suo gruppo consigliare e traduce il tutto in una mera occupazione di poltrona. Una scelta incomprensibile per i militanti che continuano a non riuscire a capire come sia stato possibile. Ma ormai invece è diventato evidente come ci siano accordi con una parte del partito e la Lega che in comune non si rompono le scatole vicendevolmente. Il Pd deve fare una lotta con l’amministrazione uscente altrimenti perché dovrebbero votarci fra un anno e mezzo? Invece loro si sono trasformati in una stampella della maggioranza di governo della città. Questa situazione sarà sicuramente segnalata ai vertici nazionali: possono accettare che la dove si fa opposizione si creano accordi? Non credo”.

“Noi siamo un gruppo di sindaci e militanti che si sente in dovere di prendere le distanze, nettamente – aggiunge Vinicio Piasentini – Noi siamo l’alternativa a Bergamin, se lei ha intenzione di fare accordi con lui deve uscire dal partito. Noi abbiamo obiettivi diversi dalla Lega che sta portando allo sfacelo Rovigo. Noi siamo lontani da queste logiche che determinano in maniera negativa la nostra immagine. Stiamo soffrendo per questo e non sapete quante volte abbiamo dovuto contrastare questi accordi da salottino”. “Io dico che dobbiamo ringraziarli – commenta Antonio BombonatoNon sarebbe stato così facile isolarli ma finalmente l’hanno fatto da soli. Sono un gruppo di potere che nel passato a fatto parte in maniera organica del centro destra. Ora se vogliono tornare a casa mi spiace per loro perché sbagliano casa ma va bene, andate. Non ho più tempo ne voglia di giustificarmi per le cavolate che stanno facendo gli altri. Si definiscono una maggioranza? Sì, una maggioranza fatta di tesserati che non sanno neanche di esserlo. Ma adesso giriamo pagina. Oggi sigliamo la rottura totale con il gruppo romeo”.