06 luglio 2018 19:08

GRANDE MUSICA A ROVIGO

Deltablues, Mike Stern da applausi: il doppio appuntamento è un successo

Il “guitar hero” ha tenuto una lezione con gli studenti del Conservatorio Venezze. E ieri sera ha incantato il pubblico del Censer


ROVIGO – Impossibile restare fermi e non lasciarsi trascinare dal tempo della musica. L’intera arena degli spettacoli al Censer ha ballato ieri sera, 5 luglio, sulle note del mitico chitarrista statunitense Mike Stern Jazz Fusion salito sul palco assieme alla compagine dell’altrettanto strepitosa Venezze big band del Conservatorio Venezze di Rovigo.
La prima serata rodigina del Deltablues Festival è stata un successo. Stern leggenda della chitarra partito assieme a Miles Davis negli anni Ottanta ha duettato per un’ora assieme alla Venezze fiore all’occhiello dell’Accademia di Rovigo. Un’esibizione unica nel suo genere andata in scena per la prima volta a Rovigo.

L’incontro tra Stern e gli studenti del Conservatorio è avvenuto in primis mercoledì 4 luglio con una lezione di circa 2 ore mezza tenuta dal “guitar hero” all’auditorium “Marco Tamburini” di via Casalini. La sua chitarra elettrica, il Jazz Fusion e 40 studenti attoniti ad ascoltarlo incantati dalla sua bravura. “Imparare i tempi della musica è fondamentale” questo uno dei concetti basilari che il chitarrista statunitense ha spiegato alla platea, prima di suonare e spiegare dal punto di vista pratico, con la sua immancabile sorella di vita, la sua chitarra elettrica alcuni dogmi musicali del genere.

Ma il concerto di ieri sera è stato aperto alle 21.30 dal progetto sperimentale dei Trapper Keaper arrivati direttamente da New Orleans, la patria del Blues. Il trio composto da Jeff Albert al trombone, da Will Thompson all’organo hammond e tastiere dal veneto Marcello Benetti alla guida della batteria. Un trio che ha proposto agli spettatori polesani il progetto sperimentale chiamato appunto Trapper Keaper. Dopo diversi brani della tradizione blues spazio alla musica psichedelica e improvvisata dai tre talentuosi musicisti per più di un quarto d’ora ininterrotto. Un esperimento dove si sono mescolati Avanguardia, Funk e Jazz elettrico.

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