11 luglio 2018 19:27

SANITA'

Chiude il punto nascite, Forza Italia Adria punta il dito contro Renzi e Lorenzin

Gli azzurri della città etrusca promettono battaglia in Parlamento per mantenere attivo il servizio

ADRIA – L’annunciata chiusura del punto nascite di Adria (LEGGI ARTICOLO) sta sollevando un coro di sdegno e di prese di posizione contrarie. E alle tante voci di protesta oggi si aggiunge anche quella del coordinamento comunale adriese di Forza Italia guidato da Federico Simoni. Attraverso un comunicato stampa in cui gli azzurri puntano il dito contro il governo Renzi e l’ex ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, Forza Italia promette battaglia in parlamento, attraverso l’onorevole Piergiorgio Cortelazzo (anche coordinatore provinciale degli azzurri) e la senatrice Roberta Toffanin, per invertire la rotta e mantenere operativo il fondamentale servizio del territorio.

“Siamo purtroppo arrivati alla resa dei conti – si legge – E le conseguenze del disastroso Governo Renzi targato Pd si rivelano anche nella prossima chiusura del punto nascite dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Adria, così come previsto dal decreto dell’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin dell’11 novembre 2015 che pone la discriminante del limite minimo di 500 parti all’anno. Come Forza Italia di Adria, già dal gennaio 2017 lanciammo pubblicamente sulla stampa l’allarme per le conseguenze negative future di tale decreto e, in generale, della riforma sanitaria che stava nascendo dal Governo Renzi, e chiedevamo ai nostri parlamentari e ai consiglieri regionali tutti di farsi carico dei disagi che ciò avrebbe portato sul nostro delicato territorio del Delta, territorio con peculiarità specifiche che nessun altra zona ha. Bene fecero nel 2012 l’assessore regionale Isi Coppola ed il consigliere regionale Mauro Mainardi del Popolo della Libertà, quando per tutelare il nostro Delta fecero inserire nel piano socio-sanitario approvato la ‘specificità del Polesine’, che garantiva il mantenimento dei servizi soprattutto per l’ospedale di Adria a tutela del bassopolesine. Tale specificità territoriale, purtroppo, ora non viene più considerata dal Comitato percorso nascita nazionale che ha bocciato la deroga richiesta dal Governatore Zaia per l’ospedale adriese (420 parti nel 2017), ma accetta invece quelle per l’ospedale civile di Venezia (solo 292 parti nel 2017) e di Asiago (97 parti) e di Pieve di Cadore (44 parti), di molto inferiori ai numeri di nascite di Adria”.

Secondo Forza Italia di Adria, dunque, “non può il Governo non considerare le peculiarità del nostro territorio bassopolesano, con enormi distanze da coprire per chi proviene, ad esempio, dal comune di Porto Tolle (ci sono almeno 60 km per arrivare ai vicini ospedali di Chioggia, e 70 km a Rovigo), e non considerando l’aumento del numero di utenti che durante l’estate frequentano le località balneari di Rosolina Mare, Albarella, Barricata e Boccasette. L’ospedale di Adria ha un reparto nascite all’avanguardia con personale competente e preparato e strumentazioni di alto livello, in grado di dare i servizi necessari senza inutili sprechi. Sono rassicuranti ‘a metà’ le dichiarazioni del dg Compostella, che chiuderanno la sala parto ed il nido ma non ostetricia e ginecologia (LEGGI ARTICOLO). Perché ci chiediamo come sarà possibile che una futura mamma si faccia visitare in una struttura che può garantire solo le visite prenatali, mentre invece la fase del parto vero e proprio dovrà essere svolta in un ospedale diverso da quello di Adria, con un diverso medico-ginecologo. Chiaro che ci aspettiamo una fuga di massa anche in questi specifici servizi prenatali”.

Gli azzurri sono pronti a scendere in campo: “Si attivino quindi la Conferenza dei sindaci, il nostro governatore Zaia e tutti i nostri rappresentanti regionali e parlamentari. Noi come Forza Italia faremo squadra con l’onorevole Cortelazzo e la senatrice Toffanin perché portino all’attenzione dell’attuale Governo e del ministro competente il problema del nostro ospedale, che non è solo di Adria ma di tutto il territorio bassopolesano del Delta del Po”.