11 luglio 2018 11:28

IL CASO PUNTO NASCITE

Adria chiuso con 300 parti l’anno, Pieve di Cadore aperto con 44…

La Cgil Confederale di Rovigo e la Cgil zonale di Adria sono indignate per la decisione di chiusura del punto nascita presso l’Ospedale di Adria, dopo aver già chiuso il punto nascita di Trecenta. E’ pauroso constatare che il punto nascita dell’Ospedale di Adria pur avendo tutte la caratteristiche per continuare ad operare venga chiuso.

Il Veneto calpestato dal Ministero …. e Zaia che non difende l’Ospedale di Adria quando qualche settimana fa, in piazza ad Adria, durante la campagna elettorale garantiva che l’Ospedale di Adria non sarebbe stato toccato. L’ennesima bugia? Andiamo per gradi.

Il punto nascita di Adria garantisce numeri più elevati di altri, infatti ha una media di 299 nascite all’anno altre realtà molto meno (Asiago 97, Pieve di Cadore 44, Venezia reparti Santi Giovanni e Paolo 292); eppure Adria si chiude.

Adria, secondo il “Comitato percorso nascita nazionale” ha tutte le caratteristiche per continuare a svolgere il suo operato, infatti lo stesso Comitato certifica che il punto nascita dell’Ospedale di Adria possiede i requisiti organizzativi, possiede i requisiti tecnologici, possiede i requisiti di sicurezza richiesti dalla normativa. Cosa manca?

Manca, secondo il “Comitato percorse nascita nazionale” l’elemento orografico, significa secondo Roma che il bacino che serve il punto nascita dell’Ospedale di Adria è territorialmente ristretto per cui ci si può rivolgere a Chioggia o a Rovigo…

Caro Presidente oltre a promettere nei comizi elettorali vada a Roma a spiegargli cosa deve fare una partoriente da Porto Tolle o da Adria; andare a Chioggia o a Rovigo? Visto che Lei è il Presidente del Veneto e conoscerà bene il territorio, “l’orografia”, di questa parte del Veneto lo spieghi a Roma che probabilmente non ha aperto la cartina geografica del Veneto, se invece ha qualche dubbio sull’estensione del territorio polesano chieda al suo assessore Corazzari che da troppo tempo è silente sulla questione sanità nel Polesine.

Fra i Punti nascita che vengono chiusi Adria con 299 viene chiuso altri con 44 restano aperti. Dopo aver speso milioni di euro per un referendum sull’autonomia e le promesse in piazza ad Adria il Presidente Zaia si fa comandare da Roma e si dimentica di quanto detto solo tre settimane fa?

Invitiamo il Presidente del Veneto a rivedere immediatamente questa decisione nella prossima Giunta Regionale, a riesaminarla confermando la permanenza del punto nascite dell’Ospedale di Adria. Il territorio che serve l’Ospedale di Adria è tale da meritare il mantenimento del servizio. I requisiti organizzativi, di sicurezza e tecnologici esistono tutti, quindi il punto nascite deve restare aperto.

La Cgil dopo aver manifestato la propria posizione in merito con la manifestazione del 24 febbraio 2018 continuerà a lottare per evitare la chiusura del punto nascite e il progressivo depauperamento dei servizi socio sanitari sul territorio.

Cgil Rovigo
Fulvio Dal Zio

Cgil Adria
Giuseppe Franchi