04 giugno 2018 15:40

CICLOVIA TORINO VENEZIA

Vento bici tour, ultima tappa tra le magie della natura e dell’essere umano

Da Adria a Venezia, passando per Rosolina, Chioggia e Pellestrina


ADRIA – L’ultima tappa del Vento bici tour è partita domenica mattina, alle 8, dall’ostello Amolara di Adria. E il terzo giorno, devo ammettere, la stanchezza si è fatta sentire: non tanto per i chilometri percorsi, ma per gli effetti collaterali di tante ore trascorse seduta sulla sella di una bicicletta da corsa. Il paesaggio attraversato, la meraviglia dell’inizio del Delta del Po, gli argini in fiore e lo scintillio del sole riflesso sulla laguna di Venezia, però, ha ripagato di ogni fatica. Adria, Rosolina, Chioggia, Pellestrina, infatti, le tappe intermedie della giornata, per arrivare infine al Lido di Venezia, nel borgo storico di Malamocco.

Una traversata del Polesine vera e propria, partendo dalle zone rivierasche per arrivare alle zone marittime, che mi ha dimostrato quanto la mia terra sia ospitale: non solo grazie agli amministratori e alle varie associazioni, come le Pro Loco e la Coldiretti, che hanno voluto essere presenti a salutare la carovana di Vento a ogni tappa, ma anche grazie ai tanti residenti che si affacciavano alle finestre, ai finestrini delle auto o alle anziane signore sedute davanti l’uscio di casa che ci salutavano con gioia al nostro passaggio. L’arrivo di Vento in ogni paese è stato celebrato come una sorta di festa, con sorrisi ed entusiasmo per i tanti turisti arrivati nel Delta dal Piemonte, pedalando.

Partendo da Adria abbiamo percorso gli argini del Collettore e del Canal Bianco, prima di ritrovare il Po e raggiungere Rosolina. Un percorso non del tutto ciclabile, purtroppo, che ci ha visto fronteggiare pietre scoscese e avvallamenti che hanno messo alla prova la tenuta del gruppo. Con una bici da corsa, devo dire, che ho fatto molta fatica a tenermi sempre in piedi. A Rosolina, però, ci hanno accolto la Coldiretti e l’ex parlamentare Diego Crivellari, che da sempre si è speso per la realizzazione di Vento (LEGGI ARTICOLO), con frutta fresca e acqua a volontà che ci hanno rigenerato.

Abbiamo proseguito poi in direzione Sottomarina – Chioggia, dove le strade erano in condizioni migliori e abbiamo attraversato un paesaggio che ormai stava diventando marittimo. Un grazie particolare va alla polizia municipale di Chioggia, che hanno chiuso una corsia della Romea per permetterci – eravamo in 200 – di attraversarla in sicurezza. Un giorno, quando Vento sarà realizzata, non ci sarà più bisogno di tutta questa squisita gentilezza. A Chioggia, poi, il gruppo si è diviso a metà: chi è partito subito alla volta di Pellestrina con il traghetto, chi invece è rimasto a pranzo a Sottomarina, accolto dalla cooperativa Titoli Minori (LEGGI ARTICOLO), sulla Laguna di Lusenzo. La cooperativa, che si occupa di ragazzi disabili, ha vinto il bando per occuparsi dei turisti di Vento dando al turismo una valenza sociale: per noi infatti i tanti ragazzi hanno preparato un ottimo risotto ai frutti di mare e delle lasagne squisite, regalandoci qualche ora di spensieratezza. “Vento è proprio questo – commenta il professor Paolo Pileri del Politecnico di Milano, padre del progetto Vento -. Vogliamo invertire i fattori perché il risultato cambi: dare un valore sociale al turismo, far riscoprire il territorio e la natura e principi diversi da quelli dell’arricchimento economico. Il mondo può essere migliore se lo vogliamo”.

La carovana, poi, è ripartita alla volta di Pellestrina, per concludere poi il grande tour nel borgo storico di Malamocco, al Lido di Venezia. Un viaggio lungo, ma che ha regalato a tutti i partecipanti tre giorni in una dimensione totalmente diversa dall’ordinario. Dimostrando, che viaggiando lenti, le magie succedono: le persone – di qualsiasi età ed estrazione sociale – si parlano, si scoprono, si considerano. E insieme, si accorgono di quanta meraviglia sia nascosta nel proprio territorio, sia dal punto di vista umano, sia dal punto di vista del paesaggio. Vorrei raccontarvi la storia di ogni mio compagno di viaggio, le loro cicatrici, il rumore della loro risata e il modo in cui sgranano gli occhi quando si ritrovano davanti alla bellezza della natura. Ma penso sia meglio invitarvi a compiere voi stessi il vostro Vento bici tour, in modo che anche voi possiate scoprire paesaggi, sorrisi e risate da portare con voi e voler poi raccontare.

Caterina Zanirato

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