14 Giugno 2018 10:55

ECCELLENZE DI BADIA POLESINE

Quando accarezza il basso, incanta tutti

La splendida storia di Mario Marcassa che si è esibito al Garda Jazz Festival


BADIA POLESINE – Nella splendida cornice del Lago di Garda si è svolta la quinta edizione del Garda Jazz Festival. Ad aprire la rassegna musicale il badiese Mario Marcassa accompagnato dalla band “Luca Donini Quintet”. Alla formazione, composta dal pianista Andrea Tarozzi, dal bassista Mario Marcassa, dal batterista Ricky Turco, dal percussionista Roger Costant e dal sassofonista Luca Donini è spettato il difficile compito di intrattenere la platea nel corso della prima serata guidando il pubblico lungo sentieri musicali ricchi di sorprese e deviazioni di percorso.

Il gruppo ha offerto un’armoniosa fusione tra electric etno-jazz e varie contaminazioni ritmiche e armoniche creando momenti suggestivi e carichi di energia. Particolarmente apprezzati i virtuosismi di Marcassa e Donini, che sono riusciti a trasportare i presenti in una sorta di realtà parallela tanto da essere più volte invitati dal pubblico a concedere il bis. Per Mario Marcassa, compositore e produttore discografico classe 1963, si tratta dell’ennesima soddisfazione in una carriera ricca di riconoscimenti.

Dopo alcune esperienze concertistiche con l’orchestra della Rai, Marcassa ha conosciuto Donini con cui ha potuto costruire un sodalizio artistico che lo ha portato a collaborare con artisti di fama internazionale tra i quali Tullio De Piscopo, Paolo Fresu, Tony Scott, Garrison Fewell, Aba, Skiantos, Freak Antony (suo grande amico), Leandro Barsotti e Karin Mensah.

Nel suo curriculum collaborazioni di prestigio con la Rai in trasmissioni come Sereno Variabile, Ballarò, apparizioni in riviste come Famiglia Cristiana ed IlSole24Ore e premi: la Catsound Records di Marcassa, anche quest’anno, è stata inserita da “Jazz Magazine” fra i 10 studi di registrazioni più importanti d’Italia. E’ uno splendido percorso, condensabile in una sua citazione: “Quando suono le corde del mio basso sento l’essenza della musica, l’anima che alimenta l’universo. E’ come scavare la dura terra per scoprire le radici della vita”.

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