13 giugno 2018 14:30

OMICIDIO DI PORTO VIRO

Muore l’uomo sospetto di avere massacrato la zia

Cala il sipario sulla tragedia
La casa teatro dell'omicidio, la vittima, Miranda Sarto, e il nipote, Gino Sarto, accusato dell'omicidio

PORTO VIRO – L’arresto era avvenuto esattamente un anno fa, a giugno del 2017, al termine di una complessa indagine dei carabinieri della Compagnia di Adria e dei colleghi del Nucleo investigativo di Rovigo (LEGGI ARTICOLO). Ora, si scopre che il processo non si farà mai. Perché Gino Sarto, 66 anni, di Porto Viro, accusato dell’omicidio, a coltellate e percosse, della zia, Miranda Sarto, con la quale divideva una villetta bifamiliare in via Gorghi, a Porto Viro, è morto a propria volta, dopo una lunga degenza all’ospedale di Verona. La morte del reo, ovviamente, estingue il procedimento.

L’omicidio venne scoperto il 9 novembre del 2017, secondo questa ricostruzione dei fatti poco dopo la commissione. Alcuni vicini, vedendo fumo uscire dal piano terra della casa – dove viveva l’anziana, mentre il nipote viveva al piano superiore – chiamarono i vigili del fuoco che intervennero. Una volta forzata la porta, trovarono il cadavere a terra, con i segni di una furia feroce.

L’anziana, minuta di statura, sarebbe stata accoltellata varie volte, poi ulteriormente colpita, anche schiantandole un vaso di fiori addosso quando era a terra. Servirono nove mesi di indagini, ai carabinieri, per potere arrivare all’arresto del nipote. Indagini tecniche, molto dettagliate, sulla base delle quali la Procura chiese ed ottenne una misura cautelare a carico di Sarto.

Il movente, secondo questa ricostruzione dei fatti, starebbe in un progressivo deteriorarsi dei rapporti tra i due, forse dovuto anche a dissapori con un amico della anziana, che frequentava la sua abitazione. Un 74enne di Mesola con il quale Sarto sarebbe venuto in contrasto in più di una occasione.