15 giugno 2018 20:15

ULSS 5 POLESANA

La Tac chiarisce ogni dubbio sulle mummie di palazzo Roncale

Meryt e Baby sono state sottoposte a un esame scientifico per determinare cosa si nasconda sotto le loro bende


ROVIGO – “Non pagano il ticket per sopraggiunti limiti di età”. Il direttore dell’Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella, ha voluto accogliere con una battuta le due mummie egizie arrivate oggi, 15 giugno, all’ospedale di Rovigo in seguito all’accordo stretto tra l’azienda sanitaria e l’Accademia dei Concordi per portare a termine una complessa indagine scientifica su Meryt e Baby, che fino a ieri erano esposte alla mostra “L’Egitto Ritrovato” di Palazzo Roncale (GUARDA IL SERVIZIO).

Le due mummie oggi sono state “ricoverate” nel polo diagnostica dell’ospedale rodigino e sono state sottoposte al primo esame: la tomografia essenziale computerizzata (Tac). In questo modo si è potuto certificare che Baby, la mummia più piccola, è realmente di un bambino di età inferiore all’anno, valutando la sua ossatura, e che la mummia più grande, Meryt, era una giovane donna che godeva di buona salute e buon nutrimento, elementi essenziali per capirne lo stato sociale. Entrambe proseguiranno poi gli esami che prevedono anche una precisa campagna diagnostica che comprende la loro datazione con il metodo del carbonio C14 e la scansione con laser scanner 3D.

“Oggi è stato un primo passo per contribuire alla scoperta scientifica – spiega Antonio Compostella -. Siamo lieti di collaborare con l’Accademia dei Concordi e la Fondazione Cariparo per implementare le loro scoperte grazie alla nostra tecnologia e al nostro personale.  Già oggi abbiamo potuto scoprire che Baby è realmente un bimbo lattante, cosa che era stata messa finora in discussione. E sicuramente tante altre scoperte arriveranno grazie alle nostre analisi, come ad esempio il motivo della loro morte”.

Con lui, Massimo Favat, direttore dell’Unità operativa di radiologia, che ha predisposto il reparto per accogliere le mummie in completa sicurezza: “Il recupero e il restauro di questi reperti è stato importante così come è importante il nostro ruolo per stabilire la loro identità, la loro epoca e sviluppare questi dati in senso antropologico. I primi risultati sono già arrivati, ma ora continueremo ad analizzare i vari dati per essere ancora più precisi e dare il nostro contributo agli studi dell’Università di Padova e alla Ca Foscari di Venezia che assicurano il loro supporto scientifico nei vari settori di competenza: medicina e antropologia”.

Soddisfatto il responsabile dell’esposizione di palazzo Roncale, Matteo Crosera, di Arcadia Arte: “Ringrazio l’Ulss 5 polesana per l’enorme contributo, è entusiasmante scoprire cosa celano le bende di Meryt e Baby – spiega -. Ora le due mummie torneranno a palazzo Roncale dove rimarranno esposte all’interno della mostra L’Egitto Ritrovato fino al primo luglio e sarà completato il loro restauro”.

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