28 Giugno 2018 12:14

MUSEO DEI GRANDI FIUMI

Dal vetro, sussurri di storia millenaria

La presentazione a Rovigo


ROVIGO – “Se ci avviciniamo al vetro possiamo sentire il mormorio degli antichi”. Questa frase, pronunciata da Fuyuki Kaida , racchiude tutto il significato e le suggestioni contenute nel suo libro dal titolo “Secret beauty of ancient glass from the Via Annia and Northern Italy” . L’opera è stata presentata dall’autrice stessa, nei giorni scorsi al Museo Grandi Fiumi.

La studiosa giapponese ha presentato la sua ricerca sul vetro antico, scritta prima nella sua lingua, poi tradotta in inglese, che si basa anche su un’attenta analisi di vetri provenienti dai siti archeologici polesani, in particolare da Frattesina e materiali dei musei archeologici nazionali di Fratta e di Adria, oltre a quello di Rovigo.

Il motivo non è chiaro, ma è un fatto: tra l’insediamento protostorico di Frattesina di Fratta Polesine e Venezia c’è un legame, un denominatore comune che passa per Adria etrusca e Aquileia romana: si tratta del vetro. Di sicuro c’è una concomitanza: l’arte vetraria, una produzione da sempre caratterizzata da un alto tasso di “valore aggiunto”, fiorì nelle fasi in cui l’Alto Adriatico svolse un ruolo strategico negli scambi commerciali tra Europa e Mediterraneo orientale. E il primo episodio, la prima volta in cui si produsse vetro in Europa, fu proprio Frattesina.

Un legame molto interessante che potrà avere anche futuri sbocchi turistici. Fratta Polesine, Rovigo e Adria: un viaggio dal secondo millennio all’età Romana che il Polesine, attraverso i suoi musei, offre a chi vuol vivere la storia di questo nobile materiale, famoso anche nel mondo contemporaneo grazie all’arte vetraria muranese.

Il libro di  Fuyuki Kaida ripercorre le tracce di questa lunga storia con gli occhi ammirati di chi per la prima volta si è avvicinato alla materia e al nostro patrimonio culturale, con il merito di proporla con ampio apparato fotografico, ai potenziali turisti provenienti da uno dei paesi che più la possono apprezzare. Quel Giappone la cui arte espressiva, trasparente e leggera, tanto ricorda questo raffinato materiale.

Felice di essere a Rovigo, con la grazia che contraddistingue gli orientali, Kaida, ha ringraziato tutti per la collaborazione avuta nella stesura del libro, spiegando che la sua ricerca è la prima del genere fatta in Giappone. Fino ad oggi non erano stati trattati aspetti del vetro italico dell’età del Bronzo.

Un lavoro, come sottolineano il sindaco Massimo Bergamin e l’assessore alla Cultura Alessandra Sguotti, che potrà mettere in contatto più musei e più realtà per una rete volta alla promozione turistica del nostro territorio.

Erano presenti anche Paolo Bellintani, vicepresidente del Centro polesano studi storici archeologici etnografici; Alberta Facchi, direttrice del museo archeologico nazionale di Adria in rappresentanza del Polo Museale Veneto; Maria Cristina Vallicelli, funzionaria archeologa in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia Beni Artistici e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e Chiara Vallini, conservatore del Museo dei Grandi Fiumi.

 

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