13 giugno 2018 15:33

CALCIO PRIMA CATEGORIA

Bevilacqua: “Contentissimo per il salto di categoria”

Le prime parole della "scarpa d'oro" polesana con la maglia del Monselice

ROVIGO – La scarpa d’oro del Polesine ha lasciato la sua terra. Con grande rammarico dei tifosi e degli appassionati che ogni domenica si divertivano ad ammirarne le gesta. Ma grazie ai 33 gol in campionato, numeri da record, con la maglia del Salara, Luca Bevilacqua si meritava una chance da una categoria superiore della Seconda. Così, ecco la chiamata giusta, da parte del Monselice. Che gli ha consentito di balzare in Prima, in una squadra che punta ad un altro campionato di vertice dopo la vittoria degli scorsi playoff (pur inutile ai fini del salto in Promozione).

“Vengo da una stagione fantastica in cui ho realizzato 33 gol – dice Bevilacqua –  togliendomi grandissime soddisfazioni a livello personale. Con il Salara siamo arrivati ottavi e il fatto di aver segnato così tanto è certamente motivo di orgoglio. Ora sono contentissimo di approdare in una piazza importante e gloriosa come Monselice, non vedo l’ora di iniziare questa nuova e stimolante esperienza: del team biancorosso mi hanno colpito la storia e la tradizione, che sono state le vere chiavi per convincermi a venire qui, grazie anche all’aiuto del capitano e direttore generale Stefano Loverro. La sua chiamata mi ha veramente lusingato”.

Classe 1997, nato a Rovigo, Bevilacqua è uno dei più fulgidi talenti del nostro territorio. Dopo il debutto in prima squadra a soli 16 anni nelle file dell’Union Vis Lendinara, l’attaccante ha collezionato trascorsi importanti nei settori giovanili di Legnago, Chievo Verona e Spal, prima delle esperienze tra i grandi con il Badia Polesine, Union Vis e Salara.

“Sono felicissimo – continua – di affrontare un campionato tosto e avvincente come la Prima Categoria: ci saranno tutte squadre forti e ben attrezzate e sarà di certo una stagione molto combattuta e competitiva. Spero di dare un contributo importante affinché il Monselice resti lì in alto e riesca magari a centrare quell’obiettivo che è sfumato proprio all’ultimo respiro”.