13 giugno 2018 13:59

EX OSPEDALE MADDALENA

“Basta scaricabarile, è un fallimento politico: dimettiti”

L'invito di Flavio Ambroglini al sindaco
L'ex ospedale Maddalena in Commenda


ROVIGO – “E’ triste constatare che per quanto una persona possa prepararsi spiritualmente al peggio, il riscontro sullo stato della Commenda sia devastante già da un primo sguardo d’insieme”.  Lo afferma Flavio Ambroglini, ex assessore comunale, residente in Commenda, tornando sulla questione dello stato di abbandono in cui versa l’ex ospedale Maddalena, ma non solo. I problemi, avvisa, riguardano però anche tutto il quartiere.

“Strade notoriamente devastate quanto ad asfalto – prosegue – cassonetti fatiscenti e spazzatura ovunque in attesa di una differenziata frutto d’ansia da prestazioni piuttosto che di un progetto ragionato ed attuabile nei tempi e nei modi che altre città hanno applicato con successo,  putridume d’erba lasciata sul posto dopo gli ultimi sfalci, frammista ad ogni genere di porcheria, tombini già vecchi ed inadatti quanto a dimensione dei sottostanti collettori di scarico ed ingombri al punto da non far passare più nemmeno un bicchier d’acqua, figuriamoci la pioggia di questi giorni”.

“Girando per le strade e parlando con le (tante) persone sconsolate, arrabbiate, prese in giro e maldisposte ad accettare ulteriori chiacchiere imbonitorie, somiglianti più a grida di manzoniana memoria che a progetti seri, nessuno usa più toni pacati ed attendisti: la pazienza della Commenda è finita. Tra i residenti del quartiere sta lievitando la convinzione che chi sta maldestramente amministrando la città in generale e parimenti alla Commenda altri quartieri cittadini, dovrebbe fare solo una cosa: harakiri, politicamente parlando, ci mancherebbe”.

“Non è più tollerato da nessuno in generale ed in Commenda in particolare,  il qualsivoglia tipo di scusa o di scarico di responsabilità in capo ai tecnici od a terzi,  per fallimenti che sono a monte solo e soltanto politici.        Chi governa per sua scelta (nessuno a Rovigo è stato costretto a candidarsi alle ultime elezioni con una pistola alla tempia), deve assumersi le proprie responsabilità politiche in caso di fallimento, e di fallimenti, a Rovigo, si possono già riempire molte pagine e fa rabbia constatare il non aver esercitato politicamente un serrato controllo preventivo, mettendo sul piatto non ‘bozze di accordo’ ma ‘preliminari a condizione’ e studi di fattibilità precisi ed impegnativi per tutti,”.

“Ai residenti del più grosso quartiere cittadino, non interessano piani B o C: la percezione di buona amministrazione è oggi sotto ai tacchi di tutti.         Il latte è stato sversato e non si può tornare indietro, è ovvio, ed a questo punto dovrebbe prevalere il senso dell’onore che animava i Samurai in caso di fallimento… Dovrebbe”.

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