13 giugno 2018 10:52

SANITA' ROVIGO

Allarme West Nile, trovato un focolaio nella nostra provincia

Ma l'Ulss 5 avvisa: "Tranquilli il nostro sangue è già testato contro il virus, non ci saranno problemi per le trasfusioni"

ROVIGO – Il Centro Nazionale Sangue – Crat ha comunicato la presenza di West Nile Virus, in un pool di zanzare, in località che coinvolge le Provincie di Rovigo, Padova e Verona. Il protocollo, già avviato, prevede la determinazione del test NAT s sul west nile virus su tutte le donazioni di sangue, plasma, multicomponente raccolte
in Provincia.

“Questa notizia ci rassicura – spiega Edgardo Contato, Direttore Sanitario – Pertanto non ci sarà nessun allarme relativo a carenza di sangue ed emocomponenti in quanto la raccolta potrà proseguire regolarmente sui 3
centri della nostra Provincia: Rovigo, Adria e Trecenta“.

L’ infezione da West Nile Virus è solitamente asintomatica o poco sintomatica nella persona sana, che potrà eventualmente manifestare una sintomatologia di tipo influenzale (febbricola, brividi, mal di testa) e che normalmente si risolve nel giro di pochi giorni. Nella persona ammalata, anziana, con sistema immunitario non
perfettamente efficiente, il virus può provocare invece sintomi ben più gravi, che possono giungere all’encefalite o anche il decesso. Poiché il virus può essere trasmesso con la trasfusione (analogamente a
quello dell’epatite B dell’epatite C e dell’AIDS), è fondamentale garantire la sicurezza del sangue trasfuso che potrebbe , appunto, essere destinato a persone con deficit immunitari.

“Mi preme condividere con cittadini che non esiste allarme per la popolazione dei nostri Ospedali e di quelli della Sardegna, dove inviamo sangue per garantire l’autosufficienza: il nostro sangue è testato anche per West Nile Virus- spiega il direttore generale dottor Antonio Compostella – La stretta collaborazione con le Associazioni di Donatori AVIS Provinciale e FIDAS Polesana, con le quali è già stata condivisa la notizia e l’avvio del relativo protocollo, consente di rassicurare tutti i Donatori, che verranno quindi sottoposti ad un ulteriore test a garanzia della propria salute e di quella dei pazienti che riceveranno il loro sangue”.