13 giugno 2018 15:30

CASA DI RIPOSO LENDINARA

“Accordo disatteso e tagli”: si va allo scontro

La nota del sindacato Fp - Cgil
Davide Benazzo, segretario di Fp Cgil

LENDINARA – “Ancora una volta alla Casa Albergo di Lendinara al tavolo delle trattative è andata in onda la solita commedia, nel corso della quale un direttore ha per l’ennesima volta deciso di disinteressarsi di quanto portato dai sindacati e dalle Rsu a nome dei lavoratori, presentando un documento unilaterale con prendere o lasciare”. Il segretario generale per il Polesine di Fp Cgil Davide Benazzo annuncia così la sostanziale rottura dei rapporti e l’avvio delle iniziative legali del caso, a fronte delle novità, per nulla gradite, che riferisce di avere ricevuto nel corso dell’ultimo incontro con i vertici della struttura di Lendinara.

Al centro di tutto, quella che il sindacato ritiene una ulteriore, pesante mortificazione a carico dei lavoratori. “Il direttore – prosegue Benazzo – ha deciso, in deroga a quanto prevede la normativa, di ridurre quanto spetta ai lavoratori per un importo pari a 65mila euro, situazione che saremmo anche pronti a valutare con i lavoratori se ciò avvenisse in un contesto strategico dove tutti partecipano per il rilancio dell’ente ora con un bilancio
in negativo, ma, come un moderno Robin Hood all’incontrario, riduce le risorse a chi ogni giorno è vicino agli ospiti, ma aumenta le quote di posizione organizzativa ai suoi luogotenenti di circa 1500 euro”.

“Sarebbe interessante sapere quanto incide sul bilancio dell’ente la quota che lo stesso percepisce di produttività. La cosa che più fa arrabbiare è che lo stesso giustifica questo ulteriore negativo di bilancio con le assunzioni del personale in somministrazione, i 22 dipendenti, precari tra i precari, ‘utilizzati’ attraverso agenzia interinale, come se fosse normale che parte dello stipendio di un lavoratore potesse essere utilizzato per assumere altri lavoratori”.

“Non contento decide anche, contrariamente a quanto scritto nel Contratto Integrativo Aziendale, come distribuire queste risorse attraverso un’interpretazione unilaterale dell’accordo che da alcuni anni vede completamente esclusi dagli emolumenti parte dei lavoratori. Anche su questo avevamo chiesto di trovare accordo condiviso con una corretta applicazione del Contratto che non vedesse esclusi lavoratori senza una chiara motivazione, senza però trovare possibilità di discussione”.

“L’incontro è durato molto poco dimostrando così la chiara volontà di non avere rapporti costruttivi e dopo un paio d’ore ci è pervenuta una nota dello stesso direttore dove in sostanza dichiara che o si accetta quanto proposto o, in barba anche all’ultimo Contratto nazionale da poco sottoscritto, dopo la giornata di oggi l’ente proseguirà unilateralmente”.

“Alla luce di questo non possiamo fare altro che dare mandato ai nostri legali di impugnare quanto il direttore ha deciso di fare e, sentiti i lavoratori, decidere le iniziative sindacali che ancora una volta saremo costretti a fare, sperando che chi ha il dovere istituzionale e morale dia un termine a questa, molto discutibile, gestione dei lavoratori dove le risorse economiche invece di essere utilizzate per valorizzare chi assiste gli Ospiti, si spendono in legali a causa dell’impossibilita, unico caso in tutta la provincia, di avere un normale confronto e trovare accordi condivisi con la direzione”.