16 maggio 2018 16:44

IL CONVEGNO A OCCHIOBELLO

Un futuro senza pesticidi, si può

Il Comune dà lezione
Un momento del convegno


OCCHIOBELLO – Gestione non chimica, strategie integrate e disinfestazione consapevole sono stati i motivi che hanno attraversato il confronto e l’analisi al convegno “Per una città libera dai pesticidi”, promosso per il secondo anno dal Comune di Occhiobello.

La tutela ambientale e la tutela della salute vanno di pari passo – ha detto nei saluti di apertura l’assessore all’ambiente Davide Diegoli – si tratta di valori che cerchiamo di mettere in pratica e di comunicare al cittadino per creare e, poi consolidare, una coscienza ambientalista diffusa”. “E’ necessario un dialogo – ha aggiunto Diegoli – tra gli enti locali, l’industria chimica che sta dimostrando la volontà di approcci diversi e il mondo dell’agricoltura con cui dobbiamo inevitabilmente affrontare nuove prospettive”.

Il cambiamento, infatti, è stato tra i temi maggiormente invocati e il Comune di Occhiobello, primo in Italia, ha attuato la capacità di concretizzare la riduzione delle sostanze chimiche nella disinfestazione delle zanzare e nella gestione del verde pubblico. Filippo Moretto, tecnico ambientale del Comune e Davide Di Domenico, entomologo e consulente, hanno riferito del progetto in corso da tre anni che interseca osservazione, monitoraggio a valenza diagnostica e attività di prevenzione.

Il Comune, grazie appunto alle attività continuative e sempre più consistenti di riduzione dei pesticidi, è entrato a fare parte della rete internazionale Pan Europe, di cui Michela Bilotta ha illustrato le finalità: eliminare i pesticidi, comunicare e far comprendere ai cittadini i motivi delle scelte e i risultati ottenuti.

Sull’importanza di comunicare il cambiamento degli stili, Maria Grazia Mammuccini di Federbio ha riportato l’esperimento condotto da Cambia la terra su una famiglia di quattro componenti che per due settimane hanno consumato solo prodotti biologici, i risultati delle analisi hanno dimostrato una diminuzione nelle urine di tre principi attivi collegati ai pesticidi.

Pietro Paris, dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) ha portato i dati di uno studio svolto sulla contaminazione da pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee nell’area padano veneta, una delle zone maggiormente antropizzate e industrializzate d’Italia, dove tracce di atrazina, e non solo, sono state rilevate.

Oltre ad Andrea Peruzzi dell’università di Pisa e Alessandra Della Torre dell’università La Sapienza di Roma, sono intervenuti Simone Martini di Entostudio, Eva Busatto di Eps spa, Alberto Baseggio di India e Nazareno Reggiani di Bleuline che hanno testimoniato gli investimenti che le industrie stanno affrontando nella direzione della sostenibilità. Le conclusioni sono state affidate a Fabrizio Montarsi dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.