10 maggio 2018 19:44

POLIZIA ROVIGO

Prima il sesso, poi il furto: i racconti delle vittime

Sotto accusa due nigeriane
In alcune occasioni ci sarebbero state minacce a mano armata

ROVIGO – Prima il sesso – o anche solo il miraggio del sesso – poi il furto. O l’estorsione. O, in alcuni casi, la rapina. A processo, per questi episodi, si trovano due giovani nigeriane, di 31 e 27 anni, che tra 2009 e 2010 sarebbero state un vero e proprio incubo per gli anziani. Un processo finalmente cominciato nella mattinata di giovedì 10 maggio, per essere poi celermente rinviato a gennaio, quando verrà preso in mano dal Collegio che lo condurrà sino alla sentenza.

Un processo con una storia travagliata, dal momento che è passato anche per la Cassazione, per individuare la sua sede opportuna e, soprattutto, per capire se le imputate dovessero essere processate o meno congiuntamente. La risposta è stata, infine, positiva: benché una venga chiamata in causa solo per un episodio, mentre l’altra figura in tutti quelli presi in considerazione dal capo di imputazione, saranno processate assieme, ovviamente ognuna per la propria accusa.

Sotto accusa si trovano due giovani, di 31 e 27 anni, difese dagli avvocati Federico Laurenti e Andrea Braccioli di Rovigo. Avrebbero abbordato le proprie vittime presentandosi come prostitute, ma in realtà erano ladre, o peggio. Sulla loro condotta indagarono gli investigatori della squadra mobile di Rovigo, guidati dal primo dirigente Bruno Zito.

Il primo capo di imputazione viene collocato il 13 aprile del 2010. Le due giovani avrebbero attirato in casa un 78enne di Rovigo. Seminude, avrebbero cominciato a palpeggiarlo, poi una gli avrebbe sfilato il portafogli, con dentro un mese di pensione. Infine, si sarebbero chiuse in una stanza, sino a quando l’anziano, mortificato e spaesato, non sapendo cosa fare, se ne andò.

Poi il capo di imputazione elenca altri quattro episodi dei quali è accusata la 31enne. Prima, una presunta estorsione messa a segno a fine agosto 2009 a Rovigo ai danni di un anziano: avrebbe preteso 100 euro per una prestazione sessuale, minacciando altrimenti una denuncia per violenza. Ma il disegno non andò a buon fine. Più o meno nello stesso periodo, si sarebbe resa responsabile di un altro episodio del genere: dopo il sesso, avrebbe sfilato dal portafogli di un anziano 700 euro e, scoperta, sarebbe corsa a prendere un coltello da cucina, minacciando l’uomo e dicendo tra l’altro che era pronta a fare intervenire il marito, nella stanza di fianco, a suo dire. Per l’accusa, è una rapina impropria.

Poi, sempre nel settembre di quell’anno, ne avrebbe combinata un’altra: si sarebbe spogliata in strada, avrebbe attirato un anziano, si sarebbe fatta consegnare un “anticipo” sulla prestazione sessuale e poi sarebbe scappata. Sempre scorrendo il capo di imputazione, si arriva al 30 gennaio del 2010, l’ultimo episodio: la donna avrebbe chiesto un passaggio e un prestito da 20 euro a una persona al supermercato, dicendo di avere lasciato il portafogli a casa e di non potere pagare la spesa. Si sarebbe quindi fatta accompagnare a casa e, una volta qui, invece di riconsegnare la somma avrebbe ancora una volta preso il coltello, minacciando di morte e denuncia l’anziano. Per l’accusa, ancora una rapina impropria.