06 maggio 2018 15:22

GRANDI EVENTI

Rovigoracconta: Cappato, Guccini e Muccino, tre volti per la giornata clou

I tre ospiti di sabato pomeriggio raccontano le proprie opere: boom di presenze in piazza


ROVIGO – Un sabato davvero speciale quello che è andato in scena per Rovigoracconta 2018. Tanti gli ospiti che hanno calcato il palco di piazza Vittorio Emanuele II, da Francesco Guccini a Silvio Muccino, ma tantissimi anche i grandi nomi che hanno presentato i propri libri in tutto il centro città. E’ il caso di Marco Cappato, salito agli onori delle cronache per aver accompagnato in Svizzera Dj Fabo, caso per cui sta ancora subendo un processo.

“Con Credere, disobbedire, combattere ho voluto scrivere una testimonianza diretta di quanto noi cittadini abbiamo il diritto di disobbedire a leggi ingiuste, che limitano la nostra dignità, e classificano la nostra vita come di proprietà dello Stato e non esclusivamente nostra – spiega Cappato -. Per cambiare le ingiustizie, dobbiamo ribellarci, essere disobbedienti civilmente, creare delle alternative, chiedere che queste leggi, che risalgono all’epoca fascista, vengano cambiate attraverso le nostre azioni, per ritrovare la nostra libertà. Oggi sto subendo un processo per aver aiutato un ragazzo a morire con dignità, ma non mi fermo: stiamo continuando ad aiutare tantissime famiglie”.

E’ arrivato poi il momento di Francesco Guccini, che insieme a Loriano Macchiavelli hanno presentato il loro libro giallo “Tempo da Elfi”, ambientato nell’Appennino bolognese. Un libro che è una dimostrazione di quanto il cantautore sia innamorato della sua terra, fortemente voluto a Rovigoracconta 2018. Per lui prima volta a Rovigo, al punto che si è lasciato sfuggire “Non pensavo Rovigo fosse così bella, non c’ero mai stato e me ne pento. Sono sicuro che tornerò presto”.

Mattatore della serata infine Silvio Muccino, che in realtà ha allietato l’intera giornata alla città: prima con il firma copie al centro commerciale La Fattoria, poi girovagando per Rovigo e regalando sorrisi e selfie a tantissimi fan. “Si tratta del mio primo libro ed è una vera e propria sfida – racconta il giovane regista -. Ora infatti sono molto concentrato sulla sua promozione. In “Quando eravamo eroi” parlo della storia di amici che si ritrovano dopo 15 anni, amici che si erano persi seguendo ognuno un percorso diverso, ma che poi si ritrovano e ritrovano anche loro stessi. Una ricerca di una via da seguire che accomuna tutta la mia generazione, quella dei 35enni. Per ora quindi, a livello cinematografico starò un po’ fermo. E poi sono scaramantico: meglio non parlarne. Ringrazio però la vostra bella città per la splendida accoglienza”.

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