16 maggio 2018 19:10

IL CASO A ROVIGO

Marocchino aggredisce una donna, ex rugbista lo picchia

L'ex atleta si ritrova a processo
La donna sarebbe stata brutalmente aggredita con una pietra

ROVIGO – 21 giorni di prognosi, naso rotto, una costola rotta, traumi vari. Queste le conseguenze che, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe riportato un marocchino di 50 anni. A ridurlo in quelle condizioni sarebbe stato E. B., 54 anni, ex rugbista molto noto in città, di professione muratore. Secondo il capo di imputazione, avrebbe impiegato, per questo pestaggio, una mazza da baseball. E’ per questo che si trova a processo con l’ipotesi di reato di lesioni. Sin qui, la sintetica descrizione dell’accusa, dietro la quale, però, ci sarebbe una realtà molto, molto diversa, come hanno spiegato i testimoni che si sono avvicendati di fronte al giudice Raffaele Belvederi.

Una realtà che conta di fare emergere con grande chiarezza la difesa, affidata al noto avvocato di Rovigo Francesco Zarbo, bene intenzionato a chiarire come si sia trattato di una difesa, necessaria e inevitabile, di una donna che in quel momento stava subendo una brutale aggressione, con modalità che avrebbero potuto ferirla in maniera estremamente seria.

Tutto sarebbe accaduto , il 4 dicembre del 2013, a Fenil del Turco, ai danni di una esercente, titolare di un locale, piuttosto nota. “Quel giorno mi hanno suonato alla porta – ha detto – e mi sono trovato davanti quel marocchino, che frequentava il nostro locale, ubriaco. Mi si è scagliato addosso colpendomi con la pietra e rompendomi una mano”. Non si sarebbe trattata di un episodio casuale, dal momento che quell’avventore già nei giorni precedenti avrebbe minacciato la donna, che proprio per questo aveva chiesto al 54enne, ex fidanzato della sorella, di stare con lei qualche giorno per sicurezza.

A quel punto il 54enne sarebbe intervenuto in difesa dell’amica. “Gli è saltato addosso e hanno cominciato a picchiarsi, a mani nude, senza nessuna mazza da baseball”. Mazza che, in effetti, non è mai stata trovata nel corso del sopralluogo della polizia. Sono elementi che la difesa ha intenzione di avvalorare nel corso del dibattimento, fissato per il prossimo 23 maggio, per arrivare a una sentenza di assoluzione dell’imputato.

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