16 maggio 2018 19:56

IL CASO ROVIGO

Maddalena, recupero a rischio

Nuova proposta del Comune ai privati che non sembrano volerla accettare: se salta l'accordo l'immobile non potrà essere usato

ROVIGO – Il recupero dell’ex ospedale Maddalena è a rischio. Tutto potrebbe restare così com’è. Uno scenario raggelante. Indiscrezioni di palazzo parlano di una difficilissima situazione del Comune in merito alla possibilità di realizzare la riqualificazione dell’ex ospedale Maddalena, progetto per il quale Palazzo Nodari aveva già ottenuto l’ok al finanziamento del Ministero. Ma la questione dell’ipoteca che grava sull’immobile sollevata dal consigliere comunale Ivaldo Vernelli (LEGGI ARTICOLO), immobile cuore del progetto, sebbene a detta dello stesso primo cittadino fosse questione nota anche al ministero (LEGGI ARTICOLO), sembra invece tenere tutto il progetto e il suo finanziamento in sospeso.

Nella mattinata di mercoledì 16 maggio, l’incontro con i privati non avrebbe portato alcuna soluzione al problema. Lo stallo del progetto sarebbe dovuto alla mancata accettazione, almeno fino ad ora, da parte di uno dei due privati coinvolti, del nuovo accordo proposto da Palazzo Nodari. Un accordo che, da indiscrezioni, consisterebbe nel deprezzamento del valore dell’immobile da 4 milioni di euro a 2 milioni e 400mila euro. Soldi che il Comune prenderebbe dal finanziamento ministeriale per pagarli direttamente alla banca che farebbe il cosiddetto “saldo e stralcio” cancellando l’ipoteca sull’immobile che verrebbe trasferito al Comune. Una partita che vedrebbe quindi i privati uscire completamente dal progetto. La proposta del Comune infatti prevederebbe l’acquisizione dell’immobile con i soldi del ministero e la ristrutturazione dello stesso come da progetto ma stralciando il protocollo pubblico-privato che prevedeva la concessione di altri immobili ai privati con l’obbligo di restaurarli e gestirli per un periodo di tempo da definire prima di ritornare tra le mani dell’ente pubblico.

Ma uno dei due privati coinvolti avrebbe manifestato la volontà di non accettare questo accordo, che non risulterebbe a lui per nulla vantaggioso vedendosi sottrarre l’immobile senza ottenere nulla in cambio se non l’estinzione dell’ipoteca che, in caso contrario, gli comporterebbe comunque la sottrazione dell’immobile, ma dalla banca e non dal Comune. Il grosso problema per palazzo Nodari sarebbe proprio questo: se il privato non accettasse l’accordo proposto cadrebbe tutta la compartecipazione pubblico-privato e verrebbe meno anche la possibilità di comprendere l’ex ospedale all’interno del progetto già presentato al ministero, essendo lo stesso di proprietà dei privati. Insomma, diventerebbe una riqualificazione dell’ex ospedale Maddalena senza l’ex ospedale Maddalena. Dunque, la rimodulazione del finanziamento, già chiesta a Roma (LEGGI ARTICOLO), diventerebbe una completa rimodulazione dell’intero progetto.