02 maggio 2018 13:26

ORRORE IN OSPEDALE AD ADRIA

“Infermiere torturava l’anziano malato col sale nelle piaghe”

Questa l'accusa formulata a carico di un 63enne
La vittima aveva 78 anni

ADRIA – Lo avrebbe toturato, intenzionalmente, versandogli sale nel pannolone, sulla pelle sulla quale si erano formati arrossamenti e piaghe da decubito. Un gesto che sarebbe stato messo in atto intenzionalmente, chiaramente secondo le ricostruzioni dell’accusa, alla base del processo, da un infermiere dell’ospedale di Adria a carico di un paziente all’epoca dei fatti di 78 anni, che si trovava allettato a causa di una malattia che, alcuni mesi dopo, lo condusse alla morte.

I fatti risalgono, secondo questa ricostruzione dei fatti, al 2012, quando l’anziano era, appunto, in ospedale. Il versamento del sale sarebbe stato accompagnato da frasi di scherno, di presa in giro, a carico dell’anziano, non in grado di difendersi. Frasi come “Ti metto il sale, così farai una bella crosta come il pollo arrosto” e “ti faccio rosso come una bistecca”. Comportamenti che hanno condotto l’infermiere, oggi di 63 anni, a processo con l’ipotesi di reato di lesioni personali, aggravate dalle condizioni di minorata difesa dell’anziano e dal fatto che l’autore avrebbe violato i doveri di un incaricato di pubblico servizio.

Nel corso dell’udienza di mercoledì 2 maggio in Tribunale a Rovigo son stati sentiti alcuni testimoni, tra i quali una infermiera che ha ricordato come lo stesso anziano, un giorno in cui la donna stava per lavarlo e cambiarlo, avrebbe riferito delle sue lamentele, con le quali l’anziano paziente avrebbe detto che l’infermiere poi finito a processo gli aveva versato del sale nel pannolone, dove già era arrossato. “Indossavo già i guanti e lo stavo cambiando – ha detto la teste – E in effetti ho sentito dei corpuscoli ruvidi, fatto piuttosto inconsueto, ma non ho verificato se fosse sale”.

E’ stato ascoltato anche l’ex direttore sanitario dell’Ulss 19 di Adria, oggi non più esistente in quanto accorpata alla ex 18, dando vita alla Ulss 5 Polesana, unica a livello provinciale. Ha riferito di ricordare con una certa chiarezza di come, all’epoca, fosse partito anche un procedimento disciplinare che aveva portato alla sospensione dell’odierno imputato. Ovviamente non aveva contezza diretta del fatto, ma ha escluso con una certa fermezza che una sostanza come il sale potesse trovare una qualche forma di applicazione al caso dell’anziano, a fini terapeutici.

La difesa, affidata all’avvocato Francesca Martinolli di Adria, ha invece sottolineato come, nelle schede valutative predisposte per il personale, l’infermiere avesse ricevuto una valutazione pressoché perfetta, ossia pari a 98/100. Punteggio che venne confermato, ha poi sottolineato la difesa, anche nel periodo interessato dal provvedimento disciplinare. Nel procedimento non è costituita parte civile.

Ha quindi testimoniato una psicologa alla quale i famigliari dell’anziano si erano rivolti perché parlasse con lui, per capire quali conseguenza psicologiche avesse potuto riportare per questo trattamento. “Mi disse che nel corso della notte aveva chiamato l’infermiere per essere cambiato – ha riferito –  Che era arrivato questo infermiere e che, appena cambiato, aveva cominciato ad avvertire fortissimi bruciori in zona sacrale. Alla richiesta di spiegazioni all’infermiere, questi gli avrebbe detto: ‘Ti faccio rosso come una bistecca’”. A venire usato sarebbe stato il sale che la vittima teneva sul comodino, per insaporire i cibi.

“Fu un colloquio abbastanza sereno – ha proseguito la psicologa – Ma, quando mi ha detto della risposta dell’infermiere, gli sono scese le lacrime. Era lucido, gli ho somministrato un test di screening e tutte le risposte sono state giuste”. Una volta esauriti in testi in lista, il giudice ha deciso di aggiornare l’udienza al prossimo 4 luglio. In quella data, se vorrà renderlo, si terrà anche l’esame dell’imputato.

Da parte della difesa, c’è fiducia di potere ridimensionare e ricontestualizzare i fatti, arrivando a una sentenza di assoluzione per l’imputato. Restano comunque ancora molti testi da sentire, undici secondo una prima scorsa alle liste che sono state depositate. Non c’è quindi la certezza di potere chiudere il procedimento alla prossima udienza.

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