16 maggio 2018 17:25

ELEZIONI ADRIA

“Espulso? Non mi risulta. E non sono il problema”

La verità di Piermarino Veronese
Piermarino Veronese non ci sta ad accettare le accuse
ADRIA – “In merito alle accuse che mi sono state rivolte su tutti i quotidiani e i giornali on-line, adducendo come giustificazione che io mi sia candidato solo per danneggiare il Partito FdI e che per questo sia stato espulso, ciò non corrisponde alla verità”. Lo vuole dire con chiarezza Piermarino Veronese, candidato sindaco ad Adria alla guida di “Adria Domani”, lista creata e presentata da lui (LEGGI ARTICOLO) e per la quale ora rischia di pagare un prezzo alto, addirittura l’espulsione dal partito (LEGGI ARTICOLO). Espulsione che, però, a Veronese non risulta. In ogni caso, intende fornire alcune spiegazioni sulle motivazioni che lo hanno spinto a presentare una propria lista e vuole chiarire come non sia stato certo lui il problema.
“Mi attaccano e ci attaccano – prosegue – mi denigrano dicendo che sono di Papozze, nonostante io viva da mezzo secolo ad Adria e da anni io chieda che Papozze si fonda con Adria. Questa proposta è rimasta sempre lettera morta per l’ostinata opposizione del sindaco di Papozze Mosca Pierluigi e della sua maggioranza, così come il caso della fusione della nostra Casa di riposo Francesco Bottoni”.
“Il problema dei miei natali, però, non se lo ponevano due anni fa – attacca Veronese- quando mi hanno chiesto di collaborare attivamente alla campagna elettorale, cosa che ho fatto con spirito di servizio, non pretendendo niente in cambio, per espressa supplica del portavoce Ceccarello e della candidata Furlanetto. Mi attaccano per aver sempre caldamente sostenuto, nelle poche riunioni fatte, che Furlanetto non doveva essere  nominata assessore, poiché due consiglieri di FdI potevano pesare sulle decisioni del Consiglio di Adria”.
“Mi attaccano e ci attaccano per aver chiesto più volte, insieme ad una consistente gruppo del partito al portavoce provinciale Daniele Ceccarello un confronto con la sezione di Adria e con il direttivo provinciale di Rovigo (del quale facciamo parte) al fine di condividere la linea da seguire, confronto che ci è sempre stato negato ingiustificatamente. Mi attaccano e ci attaccano per aver contrastato la scelta di correre da soli per impedire di rompere  il centro-destra e solo per esaudire le sfrenate ambizioni della  Furlanetto”.
“Questa decisione  è stata presa a ‘porte chiuse’ tra Ceccarello e Furlanetto con l’ avvallo del coordinatore regionale Sergio Berlato. Nemmeno la costituente provinciale Valeria Mantovan (assessore a Porto Viro) era stata messa al corrente e nemmeno il consigliere di FdI di Canda Andrea Valerio e alcuni Presidenti di Circoli). Su quattro amministratori di partito solo il vicesindaco di Pettorazza Andrea Grassetto conosceva queste manovre ed era loro favorevole”.
“La mia decisione di presentare una lista, ‘Adria domani’, voleva essere eventualmente una lista di sostegno a quella di FdI, anche con la candidata Furlanetto, a patto che il suo nome fosse uscito da una democratica assemblea di Partito e di sostegno al centro-destra. La mancanza di democrazia interna e di decisioni collegiali,  non l’ avversione verso qualcuno mi ha portato a prendere questa decisione, non per danneggiare  ma per la passione che nutro per una sana, leale e responsabile politica  fatta non di meri attacchi e accuse personali”.
Infine, una spiegazione sulla sua decisione di lasciare il suo incarico di consigliere comunale a Papozze, assieme a un collega. Secondo gli accusatori una decisione presa solo per non essere incandidabile ad Adria, Veronese parla di una realtà molto differente. “Vengo additato con l’appellativo di ‘traditore’ da questi ‘frigidi lustrascarpe’ del consigliere regionale Berlato per aver rimesso il mio mandato di consigliere comunale di  FdI a Papozze, non rispettando, dicono, il volere dei miei concittadini. Le cose non stanno così. I due consiglieri di minoranza di Papozze si sono dimessi per le incomprensioni e l’assoluta latitanza dello Stato (il Prefetto di  Rovigo) al quale avevamo inviato molteplici richieste di interessamento alla risoluzione dei gravissimi problemi di quella Comunità senza ricevere mai nessun sostegno”.

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