29 Maggio 2018 12:25

SCONTRO SINDACO-OPPOSIZIONE

Crisi istituzionale: l’ufficio stampa del Comune dà voce a Bergamin, Borgato si infuria

Per il consigliere comunale è stato un atto “scorretto” e “fuori luogo”


ROVIGO – Tanto “irrituale” quanto “fuori luogo”. Il consigliere comunale Andrea Borgato, presidente del gruppo politico-culturale Bachelet, contesta il sindaco Massimo Bergamin. Non tanto per il giudizio espresso sui recenti fatti di politica nazionale e sul ruolo del capo dello Stato Sergio Mattarella (LEGGI ARTICOLO) ma sul metodo e gli “strumenti” utilizzati per renderlo pubblico.

E’ lo stesso Borgato ad entrare nel merito della questione: “Appare quanto mai fuori luogo e scorretto, a mio avviso, che l’Ufficio stampa del Comune di Rovigo esprima giudizi sul l’attuale crisi politica e sulla mancata formazione del governo Lega-M5s. Irrituale perché è stato inviato da un ufficio comunale anche se interpretativo della voce del sindaco che per il suo ruolo dovrebbe esprimere certamente preoccupazione ma essere assolutamente neutrale rispetto a decisioni politiche che non gli competono e comunque perché non rappresentativo di tutta la città che governa, ancorché espressione di una maggioranza. Ben altra cosa se quel comunicato che critica pesantemente il ruolo e le funzioni di garanzia costituzionali del Capo dello Stato fosse stato trasmesso da una segreteria di partito”.

Il sindaco – prosegue il consigliere -, ancora una volta, è andato oltre le sue prerogative e ciò gli fa buon gioco per coprire le gravi inefficienze della sua amministrazione che continua, invece, a dimostrarsi inadeguata ed approssimativa. Se pensiamo a come rischia di naufragare il progetto di recupero dell’ex Maddalena con il finanziamento pubblico di 13 milioni e mezzo di euro ci vorrebbero ben altri comunicati per la città, magari di scuse per non essere all’altezza dei problemi e dei bisogni della comunità. Ma forse la regia di quella nota ha ben altre origini per cercare di mascherare una manovra politica la cui responsabilità è proprio di chi non ha voluto far nascere un governo per il Paese e cioè della stessa Lega e del M5S che hanno anteposto altri interessi (quali la ricerca di ampliamento del consenso elettorale) al bene della Repubblica e del nostro ruolo in Europa. E Bergamin ha prontamente risposto all’appello del capo, a nostro avviso rinunciando ancora una volta ad essere il sindaco di tutti”.

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