15 maggio 2018 17:58

TUTELA DELLE DONNE VITTIME DI ABUSI

Centri antiviolenza e case rifugio, arrivano i contributi dalla Regione

La giunta ha stanziato i finanziamenti per il 2018: fino a 17mila euro a struttura


VENEZIA – Una boccata d’ossigeno per i centri antiviolenza ed il servizio fondamentale che svolgono per le donne vittime di abusi e violenze. Arriva dalla Regione Veneto e si tratta di finanziamenti fino a 17mila euro a struttura. Oltre che per i centri antiviolenza, i contributi valgono anche per le case rifugio e le case di secondo livello attive in Veneto per proteggere le donne dalle violenze di genere. E’ quanto ha previsto la giunta regionale del Veneto per il 2018, approvando il bando per i contributi alle strutture di prevenzione e contrasto accreditate. Complessivamente i finanziamenti regionali per le strutture di primo e secondo livello previste dalla legge veneta ammonteranno quest’anno a 500mila euro, così come programmato dal piano di azione 2018-2020.

In Veneto sono attivi attualmente 22 centri antiviolenza (ai quali sono riservati 255mila euro del bando annuale), 12 case rifugio (140mila euro) e 9 case di secondo livello (105mila euro il budget stanziato quest’anno). Tra questi, ci sono le strutture polesane che negli ultimi mesi hanno attraversato diverse e notevoli vicissitudini legate proprio alla carenza di fondi. A presentare la domanda di finanziamento in Regione saranno i Comuni e o le Ulss di riferimento, considerati ‘enti capofila’ del progetto.

“I finanziamenti saranno erogati in funzione dell’operatività delle strutture e delle attività di accoglienza effettivamente svolte – chiarisce l’assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin – La rete delle strutture territoriali di prevenzione e presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza sta crescendo: quest’anno sono infatti in via di autorizzazione un nuovo centro antiviolenza e due case rifugio. Per ottimizzare i contributi pubblici è importante verificarne l’attività e sostenere i centri e le strutture che hanno creato le migliori sinergie con gli enti e le associazioni locali per sostenere le donne in difficoltà, proteggerle e offrire una opportunità di cambiamento e di reinserimento a loro e ai loro figli”.

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