15 maggio 2018 15:30

TRIBUNALE ROVIGO

Anziani assaliti, legati e rapinati in casa

Arrivano le condanne per i due marocchini
Indagine dei carabinieri

ROVIGO – La prima condanna era arrivata lo scorso 27 marzo, quando il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Rovigo Pietro Mondaini aveva inflitto, al termine del processo con rito abbreviato, 4 anni e 8 mesi a uno dei tre marocchini che, secondo la ricostruzione dei carabinieri e della Procura, sarebbero i responsabili di una brutale rapina in abitazione avvenuta ai danni di una coppia di coniugi di Masi.

I tre, il 9 febbraio del 2017, avrebbero secondo questa ricostruzione, messo a segno una scorreria terrificante a casa di due anziani di Masi, marito e moglie, ultraottantenni. Sarebbero stati legati mani e piedi alle sedie, con nastro adesivo da pacchi, mentre i rapinatori buttavano all’aria la casa, cercando oggetti di valore e preziosi. Alla fine il bottino fu poca cosa: circa 200 euro in contanti, pochi ori e persino il cappotto di montone dell’anziana, portato via, pur di racimolare il massimo possibile.

Le indagini dei carabinieri di Castelbaldo, coordinati dal sostituto procuratore Monica Bombana, non si fecero attendere, con triplo arresto messo a segno. Il luglio scorso, culminarono nell’arresto dei tre marocchini, ritenuti responsabili del grave reato di rapina in concorso. Nella mattinata di martedì 27 marzo scorso c’era stata l’udienza di fronte al giudice, con uno degli imputati che aveva scelto di avvalersi del rito abbreviato. Una forma di processo che, escludendo testimonianze ma limitando gli atti a quelli raccolti in fase di indagine, consente a quanti vi si sottopongono di ottenere, in caso di condanna, uno sconto pari a un terzo della pena finale. Alla fine la condanna è stata a quattro anni e otto mesi.

Gli altri due, invece, avevano in precedenza raggiunto un accordo con la Procura per patteggiare la pena, a un ammontare non ritenuto però congruo dal giudice per le udienze preliminari. La loro posizione, quindi, era stata in rinviata all’udienza di martedì 15 maggio, quando, di fronte al giudice Nicoletta Stefanutti, sono arrivate ulteriore due condanne, rispettivamente a 4 anni e 2 mesi e a 3 anni e 6 mesi, chiudendo quindi il cerchio, perlomeno per quanto riguarda il processo di primo grado.

Fu l’anziano, dopo la fuga dei tre, a riuscire a liberarsi, dopo una quarantina di minuti circa, e a lanciare l’allarme alle forze dell’ordine. Per la moglie si rese necessario il trasporto in ospedale, unicamente però a scopo precauzionale, in ragione del grande e comprensibile spavento.

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